martedì 21 agosto 2018

Il Vangelo di oggi per la famiglia – 26 dicembre 2017

Oggi sperimentiamo sentimenti contrastanti: ieri abbiamo celebrato la nascita di Gesù e adesso celebriamo la morte di S. Stefano. Sembra una contraddizione, ma non lo è! Stefano fu il primo cristiano ad imitare completamente Gesù: ha dato la sua vita come Cristo, lodando il Padre del cielo e perdonando coloro che lo maltrattavano. Infatti, oggi celebriamo il trionfo di S. Stefano (la sua vera “nascita”). Gesù È nato per dare la sua vita per noi. Stefano fu il primo a seguirlo. Ora tocca a noi “morire” un po ‘ogni giorno servendo Dio e gli altri.

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Vangelo del giorno – 26 dicembre 2017 – don Antonello Iapicca

CHIAMATI A RISPLENDERE NEL MONDO CON IL VOLTO DI UN ANGELO CHE TESTIMONIA L’AMORE INFINITO DI DIO Oggi, il primo giorno di vita del Signore, ci consegna il primo frutto della sua venuta nella carne: Stefano, deposto con Cristo nella mangiatoia offerta al mondo. Per questo era “diacono”, ovvero immagine compiuta del Servo di Yahwè; nella sua carne era nascosto un frammento della passione di Gesù, perché essa giungesse ai peccatori, reale, visibile, toccabile, afferrabile. Sotto la sassaiola che lo uccideva, Stefano protomartire diveniva  il primo sacramento di Cristo, il “segno” offerto al mondo per salvarsi, come la notte di Natale, come la mattina di Pasqua. Stefano, il primo angelo della misericordia, dal quel martirio come un letto d’amore che lo univa a Cristo, risplendeva della luce celeste, perché un suo raggio filtrasse come un’alba di speranza nella notte della disperazione. Verità e Misericordia si abbracciavano in lui, che annunciava parole di fuoco in un volto d’angelo. Come la moltitudine immensa dei …

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Vangelo del Giorno – 26 dicembre 2017 – don Luigi Maria Epicoco

La storia del primo martire Stefano sembra stonare con il clima di gioia del Natale. Invece a pensarci bene la sua storia è assolutamente in linea con il Natale, perché la preziosità di qualcosa la si misura da quanto uno è disposto a perdere per quel qualcosa. E sapere che Stefano è stato disposto a morire per amore di Cristo ricorda a ciascuno di noi che ieri non è nato un bambino qualunque, né semplicemente un bambino prodigio, ma un bambino per cui un giorno schiere di persone preferiranno dare la loro vita pur di non rinnegarlo, pur di non venir meno a quella buona novella dell’amore che è venuto ad annunciare. Non è fanatismo, è esigenza estrema dell’amore. È la stessa logica di una madre: non baratterebbe mai il figlio per salvarsi la vita. Il sacrificio di quella madre non è fanatismo è esigenza dell’amore. I martiri sono innanzitutto …

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Contemplare il Vangelo del 26 dicembre 2017 – Mt 10, 17-22

Giorno liturgico: Santo Stefano, protomartire Commento al Vangelo a cura di Fray Josep Mª MASSANA i Mola OFM (Barcelona, Spagna) «Vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno» Oggi, appena assaporata la profonda esperienza della nascita di Gesù, cambia la scena liturgica. Si potrebbe pensare che la celebrazione di un martire, non si adatta al fascino del Natale … Il martirio di Santo Stefano, che veneriamo come protomartire della cristianità, ricade nella teologia dell’Incarnazione del Figlio di Dio. Gesù è venuto sulla terra per versare il suo Sangue per noi. Stefano fu il primo a versare il suo sangue per Gesù. Leggiamo nel Vangelo come Gesù stesso lo annuncia: «Vi consegneranno ai loro tribunali (…) sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia» (Mt 10,17.18). Precisamente “martire” significa proprio questo: testimone. Questa testimonianza nella parola e nell’azione viene data grazie alla forza dello Spirito Santo: «È lo Spirito …

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Commento al Vangelo del 26 dicembre 2017 – don Mauro Leonardi

La testimonianza dei martiri non è tanto nel donare la vita per la fede, ma soprattutto in quel non preoccuparsi delle parole da dire o di come dirlo che confida tutto nell’azione dello Spirito del Padre che opera in ciascun essere umano. Poesia Ci sono giorni. Nei quali le virtù portano morte. Avere fede. Aver creduto. Aver amato. Aver testimoniato. Sarà una colpa. Sarà una condanna. Ci sono luoghi. Che erano nati per la giustizia. Che erano casa per la preghiera. E saranno patibolo. E saranno luogo di tortura. Solo per averti conosciuto. Solo per averti amato. Ci sono legami di sangue. Legami di carne. Legami di amicizia. Nati per dare la vita. Nati per fare bella la vita. Che saranno recisi. Legami che diventeranno cappio. E non ci saranno parole. E sembrerà non finire mai. Ma le parole verranno. Ma la fine verrà. E saremo di Dio. Per sempre. …

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Il Vangelo del Giorno, 26 dicembre 2017 – Mt 10, 17-22

Il testo ed il commento al Vangelo del 26 dicembre 2017 su Mt 10, 17-22 Santo Stefano – Anno B Colore liturgico: Rosso Periodo: Martedì Il Santo di oggi: Ottava di Natale; S. Stefano (f); Ritornello al Salmo Responsoriale: Alle tue mani, Signore, affido il mio spirito. Letture del giorno: At 6,8-12;7,54-60; Sal 30; Mt 10, 17-22 Calendario Liturgico di Dicembre LEGGI IL BRANO DEL VANGELO   Mt 10, 17-22 Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro …

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Vangelo del Giorno – 25 dicembre 2017 – don Luigi Maria Epicoco

Il cristianesimo si poggia sua una serie fortunata di imprevisti. Il primo è la nascita di un bambino in una sperduta regione della Giudea. Nascere al tempo di Gesù era un gran rischio… E’ il rischio che corrono ancora oggi tutti quei bambini che vengono al mondo in quelle regioni della terra dove la globalizzazione ha solo tolto le risorse ma non ha lasciato nessun confort e nessun segno di quella che noi oggi chiamiamo civilizzazione. I bambini poveri nascono non nelle cliniche, ma dove capita. Vengono al mondo per espulsione della natura e non per decisione di qualche parto cesareo. Gesù nasce così. Nasce povero, in uno sperduto villaggio della Giudea di nome Betlemme. E questo bambino non solo fin da subito combatte per restare in vita, nonostante sia nato in una stalla e adagiato in una mangiatoia. Questo bambino nasce già con addosso la taglia dei potenti del …

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Il Vangelo del Giorno, 25 dicembre 2017 – Lc 2, 1-14

Il testo ed il commento al Vangelo del 25 dicembre 2017 su Lc 2, 1-14 Santo Natale – Anno B Colore liturgico: Bianco Periodo: Lunedì Il Santo di oggi: S. Anastasia; S. Eugenia Ritornello al Salmo Responsoriale: Oggi è nato per noi il Salvatore. Letture del giorno: Is 9, 1-3. 5-6; Sal. 95; Tt 2, 11-14; Lc 2, 1-14 Calendario Liturgico di Dicembre LEGGI IL BRANO DEL VANGELO Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 25 dicembre 2017 anche qui. Santo Natale – Anno B Colore liturgico: Viola Is 9, 1-3. 5-6; Sal. 95; Tt 2, 11-14; Lc 2, 1-14. //static.criteo.net/js/ld/publishertag.js Criteo.DisplayAd({ “zoneid”: 253339, “async”: false}); Lc 2, 1-14 Dal Vangelo secondo Luca 1In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. 2Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. 3Tutti andavano a farsi …

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Contemplare il Vangelo del 24 dicembre 2017 – Lc 2, 1-14

Giorno liturgico: Natale del Signore – Messa della notte Commento al Vangelo a cura di Mons. Jaume PUJOL i Balcells Archivescovo di Tarragona e Primato di Catalongna (Tarragona, Spagna) «E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi (Gv 1,14)» Oggi, con la semplicità dei bambini, riflettiamo sul grande mistero della nostra fede. La nascita di Gesù indica l’arrivo della “pienezza dei tempi”. Fin dal peccato dei nostri progenitori, il lignaggio dell’uomo si era allontanato dal Creatore. Dio, però, avendo compassione della nostra triste situazione, inviò Suo Figlio eterno, nato dalla Vergine Maria, per riscattarci dalla schiavitù del peccato. L’apostolo Giovanni spiega l’avvenimento, usando espressioni di grande profondità teologica: «In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il verbo era Dio» (Gv 1,1). Giovanni denomina “Parola” il Figlio di Dio, la seconda persona della Santissima Trinità, aggiungendo: «E il Verbo si …

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Vangelo del giorno – 25 dicembre 2017 – don Antonello Iapicca

UNA NOTTE PER IMPARARE A GUARDARE LA STORIA DAGLI OCCHI DI GESU’ E DAL SUO PRESEPIO  Ci sei mai stato negli occhi di Gesù? Hai mai guardato il mondo con il suo sguardo? Natale è anche questo, lasciarsi assorbire dai suoi occhi per guardarsi attorno da quel posto lì. Perché, non è l’Incarnazione che celebriamo? E’ solo un’immagine, non c’entra la scienza. Certamente anche in Gesù la vista si sarà sviluppata come in ogni altro neonato. Ma a noi interessa quel suo punto di osservazione, perché è da lì che dobbiamo partire. E’ quello il centro della scena, di quella notte come della storia intera. Già, la storia. “In quei giorni” regnava Augusto, il primo imperatore che decise di censire tutti gli abitanti dell’ “ecumene”, ossia del mondo intero. Era un modo per riaffermare che era lui il dio di tutta la terra, e a un dio non si addice …

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Commento al Vangelo del 25 dicembre 2017 – don Mauro Leonardi

Commento al Vangelo della Messa dell’Aurora – Mt 1,18-25 Spesso nella nostra vita gridiamo “Signore, fino a quando” e vorremmo subito vedere le sue opere, i suoi miracoli, la giustizia e la pace regnare nel mondo. Ma la storia e la genealogia di Cristo è la storia di un’attesa, di un travaglio che non è solo dolore, ma anche misericordia, che non è solo una promessa, ma già dono e salvezza, pur tra le tribolazioni e le prove del mondo. Poesia Le cose più belle avvengono senza parole. Con un sospiro, un alito di Spirito. A volte i pensieri non bastano. Danno soluzioni che non risolvono. A volte i pensieri, anche quelli giusti, non bastano. Ci sono cose che si vedono bene ad occhi chiusi. Ci sono paure che vanno via non dicendo nulla. Ma obbedendo ad un sogno. Mi piacciono i racconti della tua nascita. Sei qui davanti a …

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Vangelo del Giorno – 24 dicembre 2017 – don Luigi Maria Epicoco

I turbamenti di Maria Questo consumatissimo passo del Vangelo dell’annunciazione, è tra le pagine più belle del Vangelo. Tante postazioni di visuale troviamo al suo interno, tanti spunti di riflessioni, tanti paesaggi di bellezza. Ma oggi vorrei soffermarmi sul turbamento di Maria. Questa donna riceve da Dio un annuncio che comincia con la parola “Kaire”, che significa “gioisci, rallegrati, sii felice…”, ma la prima reazione a questo annuncio è un turbamento. Mi permetto di usare Maria per fare un elenco dei motivi per cui molto spesso invece della “gioia” nella nostra vita c’è il “turbamento”, la “paura”. La vita a volte c’ha dato così tante fregature, che quando arriva qualcosa di bello diciamo a noi stessi che non è vera, non è reale, e che prima o poi si rivelerà con la sua porzione di sofferenza. Ci siamo convinti che la felicità non esiste e ogni volta che abbiamo creduto …

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Commento al Vangelo del 24 dicembre 2017 – Gian Carlo Olcuire

«Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio». Lc 1,26-38 Le Madonne del Parto (dette anche della Dolce attesa o dell’Avvento), pur presenti in Italia (le più note sono quelle di Vitale da Bologna, per la chiesa di S. Maria dei Servi della sua città, e di Piero della Francesca, per la cappella del cimitero di Monterchi), godono di buona diffusione nella penisola iberica. Come questa, scovata in una cittadina spagnola della provincia di Zamora (nella comunità autonoma di Castilla e León) e facente parte di un’Annunciazione. NOSTRA SIGNORA DELL’ATTESA (seconda metà del XIII secolo, Toro, Collegiata di S. Maria Maggiore) Ancor più del valore dell’opera, è importante che sia evidenziata l’attesa. Un tema caro a letterati e artisti, anche in ambito laico, con un picco d’interesse nella prima metà del XX secolo (dai dipinti di Klimt, Casorati, Delvaux, Hopper alle sculture di Martini, dalle poesie di Corazzini, Rebora, Montale …

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Contemplare il Vangelo del 24 dicembre 2017 – Lc 1, 57-66

Giorno liturgico: Feria propria del 24 Dicembre Commento al Vangelo a cura del Fray Josep Mª MASSANA i Mola OFM (Barcelona, Spagna) «Concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù» Oggi, il vangelo ha il tono di un racconto popolare. Le fiabe incominciano così: “C’era una volta…”, si presentano i caratteri, il tempo, il posto e il problema. Arriverà fino al punto àlgido con il nodo della storia; finalmente la conclusione. San Luca, in modo similare, ci racconta, con tono popolare e accessibile, la storia più grande. Presenta, non un racconto creato dalla fantasia, ma una realtà tessuta da Dio con la collaborazione umana. La vetta più alta è: <> (Lc 1,31). Questo messaggio ci dice che il Natale è vicino. Maria ci aprirà le porte con la sua collaborazione nell’opera di Dio. L’umile fanciulla di Nazaret ascolta sorpresa l’annuncio dell’Angelo. Appunto pregava che Dio mandasse il …

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Vangelo del Giorno – 23 dicembre 2017 – don Luigi Maria Epicoco

I brani del Vangelo di Luca ci stanno conducendo al giorno di Natale, e oggi lo fanno raccontandoci la nascita del Battista. Avevamo lasciato Elisabetta incinta, e Zaccaria muto a causa della sua incredulità, è quindi giusto che la scena venga riempita dalle parole di Elisabetta, che contravvenendo le consuetudini e le tradizioni, si impone con forza per chiamare il bambino Giovanni: “Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: “No, si chiamerà Giovanni”. Le dissero: “Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome”. Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: “Giovanni è il suo nome”. Tutti furono meravigliati”. E non si capisce se erano meravigliati per la scelta del nome o per la totale comunione che Elisabetta e Zaccaria avevano …

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