sabato 16 dicembre 2017
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Commento al Vangelo del 2 dicembre 2017 – don Mauro Leonardi

Nel mese in cui le famiglie si apprestano a festeggiare con cenoni, feste a volte eccessive, Gesù ci ammonisce a seguire uno stile di vita più austero.

Ma non per impedirci le gioie delle feste che lui stesso amava molto, ma per invitarci a fare un’operazione di essenzialità tesa a ritrovare, nella nostra vita, ciò che è davvero e solo importante: la sua venuta tra noi per la salvezza del mondo.

Poesia

Sei tu che mi ubriachi.
Amore mio.
Tu mi riempi e esci da ogni mio poro, da ogni mio sguardo, da ogni mia carezza, da ogni mia parola.
Sei tu che mi prendi.
Pregarti è parlarti.
Pregarti è stringerti.
Pregarti è baciarti.
Pregarti è sentirti.
Pregarti è mangiarti.
Pregarti è bere il tuo odore , il tuo sapore.

Sei tu il mio pensiero.
Dove sei?
Quando tornerai?
Con chi sei?
Mi chiamerai presto?
Mi vedrai presto?
Mi abbraccerai presto?

Voglio solo la tua sete. La sete di te.
Voglio solo sfinirmi di te. Abbracciata a te.
Voglio solo affannarmi di te. Ogni mio pensiero pieno di te.
Pazza di te.
Stolta di te.
E quando arriverai sarò pronta.
Piena di te.
Pronta per te.

Arrivi come estate.
Arrivi come giorno.
Arrivi come laccio.
Dopo un freddo inverno.
Dopo una buia notte.
Dopo una libertà randagia.
Voglio scaldarmi, che mi scaldi.
Voglio guardarti, che mi guardi.
Voglio essere tua, il tuo regno.

Sono sveglia.
Non mi prenderà il freddo.
Non mi accecherà il buio.
Non mi perderò senza te.
Sono sveglia.
Il cuore pieno ma manchi tu.
Vieni.
Vieni a riempirmi.
A scaldarmi.
A guardarmi.
A darmi casa in te.

Sono sveglia e ti parlo.
Chiamo il tuo nome.
Amore mio.
L’inverno è freddo, amore mio.
Ma non ho voluto scaldarmi senza te.
Il mio cuore è vuoto.
Vuoto di te.
Ti aspetto.

Sono sveglia e ti parlo.
Chiamo il tuo nome.
Amore mio.
Le mie braccia sono vuote, amore mio.
Vuote di te.
Ma non ho voluto riempirle, senza te.
Ti aspetto.

Sono sveglia e ti parlo.
Chiamo il tuo nome.
Amore mio.
La mia bocca è secca, amore mio.
Secca di te.
Ma non ho voluto bagnarla, senza te.
Ti aspetto.

Sono sveglia e ti parlo.
Chiamo il tuo nome.
Amore mio.
Il mio cuore batte piano, lento, suono sordo, pesante.
Mancano le tue carezze.
Ma non ho voluto colmarlo.
Aspetto la tua mano.
Aspetto te.

Arriverai e sarai laccio.
E io mi legherò a te.
Alla tua vita.
Alla tua casa.
Come sempre.
Ma per sempre.
Vieni amore mio.
Vieni amore mio.

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Lc 21, 34-36
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.
Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

don Mauro offre la possibilità di lasciare intenzioni per la Messa della mattina sulla pagina Facebook del suo blog “Come Gesù” ogni giorno alle ore 19.

Questo commento/poesia del vangelo del giorno è fatto dalla prospettiva di una delle donne senza nome che seguivano Gesù (cfr Lc 8, 1-3). Il suo nome è Zippi (Zippora).

A cura di don Mauro Leonardi – Il suo blog è “Come Gesù


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Fonte: CITV Vangelo del giorno

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