venerdì 15 dicembre 2017
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Commento al Vangelo del 26 settembre 2017 – Monastero di Bose

Questo breve brano conclude la trattazione di Luca sull’insegnamento di Gesù in parabole. In ciascuno di questi soli tre versetti vengono nominati la madre e i fratelli di Gesù, desiderosi di avvicinarlo ma impossibilitati a motivo della folla che ne ostruisce il passaggio. “Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori”. La parentela, l’appartenenza al cerchio familiare, non costituisce un lasciapassare: essi si trovano “fuori” e dovranno cercare un’altra via per entrare, non potranno vedere Gesù senza uno sforzo, un cammino in più.

La fede è visione o ascolto? Quante volte giustifichiamo la nostra fatica nel credere col fatto che non vediamo. Ancora oggi è viva la smania di rincorrere segni o visioni straordinarie per poter credere, ma l’Evangelo ci invita oggi a passare dall’occhio all’orecchio, dal vedere all’ascoltare. I tuoi “desiderano vederti”… I miei – risponde prontamente Gesù – sono “coloro che ascoltano”. Gesù fa un rovesciamento: sembra dire che non è necessario vedere; beati, infatti, sono coloro che credono pur non avendo visto (cf. Gv 20,29).

Ecco dunque che madre e fratelli di Gesù sono piuttosto coloro che ascoltano e fanno la parola di Dio. Nei suoi confronti si costituisce così una nuova parentela, un vincolo molto più forte di quello del sangue. In Gesù la cerchia familiare si allarga: non si è suoi famigliari a motivo del sangue (“Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!”: Lc 11,27), ma perché uniti a Lui e tra di noi da un comune ascoltare (“Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!”: Lc 11,28).

Gesù stesso, per primo, ascolta la Parola di Dio e la fa, la realizza. Per entrare in comunione di vita con Gesù bisogna quindi ascoltare con fede la parola di Dio da lui proclamata, per poi metterla in pratica: l’ascolto e la pratica si integrano per la formazione della comunità intorno a Gesù.

L’ascolto obbediente alla medesima voce ci consente così di entrare a far parte della sua vera famiglia, rendendoci uniti e solidali tra noi. Ascoltare ogni giorno lo stesso vangelo, la stessa Parola ci costruisce come comunità, e da “fuori” passiamo “dentro” la famiglia di Gesù. I legami naturali di sangue passano in secondo ordine, rispetto a quell’unità profonda che determina la Parola di Dio con il Cristo. È tanto grande la sua efficacia che dà origine a una famiglia nuova, la comunità dei credenti, vincolati in una comunione di vita più salda e intensa di quella della famiglia naturale.

Fratel Roberto della comunità monastica di Bose

Leggi il brano del Vangelo

Lc 8, 19-21
Dal Vangelo secondo  Luca

In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.
Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti».
Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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Fonte: CITV Vangelo del giorno

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