sabato 16 dicembre 2017
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Commento al Vangelo del 8 dicembre 2017 – Don Francesco Cristofaro

Maria Immacolata concezione: Ecco la serva del Signore.

La festa dell’Immacolata Concezione è una delle date mariane per più importanti per la Chiesa. Vuol dire che la Vergine Maria, pur essendo stata concepita dai suoi genitori (sant’Anna e san Gioacchino) così come vengono concepite tutte le creature umane, non è mai stata toccata dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento.  Noi qui non vogliamo soffermarci sui significati teologici o sulle difficoltà che questo titolo ha incontrato nella storia fino alla promulgazione del dogma del 1854. Maria è stata pensata, voluta, creata senza macchia ma la cosa più grande è che Maria è rimasta senza macchia alcuna per tutto il tempo della sua vita.

Vangelo del giorno

Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei. Lc 1,26-38

L’Angelo entra nella casa di Maria, la saluta e la invita a rallegrarsi. Perché Maria si deve rallegrare? Perché il Signore vuole entrare nella sua vita in un modo unico, irripetibile. Quanto il Signore sta per chiederle, non potrà chiederlo a nessun’altra donna, mai, in eterno. Solo a Lei lo chiede. Ecco il primo mistero che l’Angelo ci rivela. Quando Dio ha bisogno di una persona per realizzare un suo disegno di salvezza, crea sempre la persona giusta. Se la persona dovesse venire meno, Dio si trova fortemente ostacolato nella realizzazione del suo progetto di amore. Gli viene meno un caposaldo. È come – parlo alla maniera umana – se per la sua creazione gli fossero venuti meno il Figlio e lo Spirito Santo, o se per la redenzione, il Figlio si fosse rifiutato.

È questa la grandezza della Vergine Maria. Ha dato al Padre un sì immediato, pronto, senza ritardo mettendo tutta se stessa nelle mani del Padre.

Su questo dovremmo confrontarci. Ciascuno di noi è reso dal Signore uno strumento con una missione particolare. Conosco il progetto che Dio ha su di me? Come assolvo la missione affidatami? La porto avanti con amore e fede rendendomi disponibile al disegno di Dio? Posso dire di essere servo del Signore?

L’angelo dice a Maria quanto grande Dio l’ha fatta: piena di grazia. Per farvi comprendere facciamo un piccolo confronto per comprendere: Adamo fu impastato di polvere del suolo, Maria è impastata di materiale nobilissimo. Dio ha usato la sua grazia per fare la Madre del Figlio suo. Sapendo questo, lei deve rallegrarsi, deve esultare e gioire, non perché ci sia qualcosa che provenga da Lei, ma perché grande è stato il Signore verso di Lei. Ma ora anche Lei deve fare una cosa per il suo Dio. Deve dare vita al Figlio dell’Altissimo. Con il suo si Maria ha fatto la differenza nella storia. E noi cosa vogliamo fare?

La Madre Santa, Vergine Immacolata sia nostra Madre. Vegli sempre su ciascuno di noi. Interceda per noi e ci protegga con il suo amore materno. Amen.

Buona festa dell’Immacolata a tutti.

don Francesco Cristofaro

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Lc 1, 26-38
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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Fonte: CITV Vangelo del giorno

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