martedì 25 settembre 2018
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Commento alle letture del 10 Gennaio 2018 – Mons. Costantino Di Bruno

Il commento alle letture del 10 gennaio 2018 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

PER QUESTO INFATTI SONO VENUTO!

Satana vuole Gesù dalla sua volontà e per questo lo tenta. Anche gli uomini vogliono Gesù dalla loro volontà. Gli ammalati vogliono essere da Lui guariti. I crocifissi vogliono che li faccia scendere dalla croce. Gli affamati gli chiedono altro pane. Scribi e farisei lo infastidiscono, anche con gravi calunnie, perché non è dalla loro dottrina. Su ogni passo di Cristo è armata una trappola per farlo cadere. Ognuno lo vuole dalla sua parte: Satana, uomini, ammalati, scribi, farisei, capi dei sacerdoti, anziani del popolo. Sappiamo che anche i suoi discepoli lo vogliono dalla loro parte. Pietro lo tenta perché non vada a Gerusalemme. Giacomo e Giovanni gli chiedono un posto di eccellenza nel suo regno. Giuda lo venderà ai sommi sacerdoti perché i suoi pensieri non si adattano a quelli di Cristo Gesù, del suo Maestro. Questa la vita di Gesù sulla nostra terra.

Ma Gesù può essere solo dalla volontà del Padre. Se diviene anche per un solo istante dalla volontà della creatura, non è più Messia del Signore, ma servo degli uomini. Lui serve gli uomini, ma sempre dalla volontà del Padre. Lui non è il servo degli uomini, ma il Servo del Signore. Il passaggio dalla volontà di Dio alla volontà delle creature è tentazione costante anche nel discepolo di Gesù. Lui sempre dovrà chiedersi: “Sono servo di Cristo Gesù o sono servo di me stesso o servo delle creature? Sono cioè dalla volontà di Dio o dalla mia volontà o  dalla volontà degli uomini?”. La salvezza si compie solo quando siamo dalla volontà di Dio. Dalla volontà delle creature mai vi potrà essere vera salvezza, perché la redenzione è il frutto della nostra obbedienza. Senza obbedienza non c’è salvezza. Non si è fatto della nostra vita un sacrificio al Signore.

E subito, usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

Che Gesù nelle opere e nelle parole, nelle decisioni, sia sempre dal Padre, lo rivela in modo del tutto speciale nel Vangelo secondo Giovanni. Questa verità la pone come sigillo a tutta la sua missione. È il sigillo che Lui in ogni cosa detta o fatta, tutto è per volontà del Padre suo. Nulla è dal suo cuore. Nulla dalla volontà delle creature.

Gesù allora esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me» (Gv 12, 33-50).

Anche nella risposta a Simone e a quanti erano con lui, si evince questa dipendenza piena di Gesù dal Padre: “Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!”. Il Padre dice a Gesù di abbandonare i malati e Lui lascia la città e obbedisce al Padre, andando per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni. Questa legge vale per ogni discepolo. Nessuno deve farsi dalla sua volontà. Tutti sempre devono essere dalla volontà del loro Maestro. Per questo è necessario che essi siano nello Spirito Santo come lo è Gesù.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci dallo Spirito del Signore. 

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Mc 1, 29-39
Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui, si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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Fonte: CITV Vangelo del giorno

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