lunedì 23 luglio 2018
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Commento alle letture del 9 Gennaio 2018 – Mons. Costantino Di Bruno

Il commento alle letture del 9 gennaio 2018 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

SEI VENUTO A ROVINARCI?

Satana sa che solo Cristo Gesù può rovinare il suo regno di tenebre e falsità. Conosce chi è Gesù Signore e per questo ogni occasione è da lui sfruttata favorevolmente per creargli difficoltà e così impedirgli che possa portare a compimento la sua missione. Le sue tentazioni sono dirette e indirette, palesi e occulte, si serve degli angeli ribelli e anche degli uomini che ormai sono sotto il suo potere. Anche dai suoi poteri taumaturgici vuole usare per ostacolarlo nella sua missione di evangelizzazione. Nella sinagoga vi è un uomo posseduto da uno spirito impuro che grida: “Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!”. Quando Satana dice la verità, di certo non lo fa per il bene della persona, ma per la sua rovina.

Sappiamo che in Gesù tempi e momenti sono determinati dal Padre, per il suo Santo Spirito. Anche ogni parola di rivelazione, di Vangelo, va detta in un tempo anziché in un altro. Attualmente Gesù fa silenzio sulla sua vera identità. Si presenta al mondo più come profeta che come Messia. Vi sarebbe stato un danno gravissimo per la sua Persona se il popolo lo avesse riconosciuto come Messia e lo avesse acclamato. Sarebbe stato immediatamente catturato ed eliminato. La sua missione sarebbe fallita. Ma proprio questo Satana vuole: che Gesù non porti a compimento il mandato del Padre e per questo lo tenta senza alcuna interruzione, per ogni via.

Ma Gesù è forte nello Spirito Santo. Sa quali sono le intenzioni del principe delle tenebre e gli impone assoluto silenzio. Le parole proferite parlano di severità: “E Gesù gli ordinò severamente: Taci! Esci da lui!”.  Lo spirito impuro dinanzi ad un ordine del suo Dio, non può che obbedire. Obbedisce, ma non senza aver prima arrecato ulteriori danni a colui del quale si era impossessato: “E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui”. Nel comando si rivela tutta la fortezza dello Spirito del Signore che opera in Cristo Gesù. Nell’obbedienza dello spirito impuro si mostra invece tutta la sua cattiveria e malvagità. Sempre il diavolo agisce da diavolo, anche quando obbedisce, quando parla, quando si manifesta, quando opera. La sua natura è perversa. Non può non operare secondo la malvagità e cattiveria che è la sua nuova essenza, dopo che si è ribellato a Dio e da luce è divenuto tenebra.

Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

La gente presente nella sinagoga vede una cosa nuova, mai accaduta prima. Essendo nuova la cosa, anche la persona è nuova. Le opere manifestano l’essenza di un uomo, la sua natura. La novità si trasforma in esigenza di comprensione: “Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!”. La Persona nuova compie opere nuove. Le opere nuove manifestano una persona nuova. Per le opere nuove dobbiamo confessare che Gesù è differente da tutti coloro che lo hanno preceduto. Mai vi è stato in Israele persona come Gesù Signore. La sua unicità nelle opere è anche unicità nella Persona e unicità nella missione. La novità di Cristo non si ferma nella sinagoga. Varca la soglia e si diffonde in tutta la regione della Galilea. È questa la potenza delle opere. Ora se il Vangelo è potenza di Dio per tutti coloro che credono in esso, ogni credente è obbligato a mostrare tutta la sua potenza trasformandolo in opera. È questa la verità di ogni evangelizzatore, ma anche di ogni cristiano: trasformare il Vangelo in vita, ma per questo occorre cambiare la natura: da natura secondo la carne deve divenire spirituale.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci forti nello Spirito Santo.

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Mc 1, 21-28
Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafarnao,] insegnava. Ed erano stupìti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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Fonte: CITV Vangelo del giorno

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