lunedì 20 novembre 2017
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Commento alle letture di martedì 24 ottobre 2017 – Mons. Costantino Di Bruno

Il commento alle letture di martedì 24 ottobre 2017 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi

L’immagine è tratta dal rituale della Pasqua, secondo quanto prescrive il Libro dell’Esodo. Il Signore sta per passare. Quando Lui arriva, si lascia tutto e si inizia il cammino verso il paese della libertà, lontano da ogni schiavitù e oppressione.

“Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa. Se la famiglia fosse troppo piccola per un agnello, si unirà al vicino, il più prossimo alla sua casa, secondo il numero delle persone; calcolerete come dovrà essere l’agnello secondo quanto ciascuno può mangiarne. Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell’anno; potrete sceglierlo tra le pecore o tra le capre e lo conserverete fino al quattordici di questo mese: allora tutta l’assemblea della comunità d’Israele lo immolerà al tramonto. Preso un po’ del suo sangue, lo porranno sui due stipiti e sull’architrave delle case nelle quali lo mangeranno. In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco; la mangeranno con azzimi e con erbe amare. Non lo mangerete crudo, né bollito nell’acqua, ma solo arrostito al fuoco, con la testa, le zampe e le viscere. Non ne dovete far avanzare fino al mattino: quello che al mattino sarà avanzato, lo brucerete nel fuoco. Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. È la Pasqua del Signore! In quella notte io passerò per la terra d’Egitto e colpirò ogni primogenito nella terra d’Egitto, uomo o animale; così farò giustizia di tutti gli dèi dell’Egitto. Io sono il Signore! Il sangue sulle case dove vi troverete servirà da segno in vostro favore: io vedrò il sangue e passerò oltre; non vi sarà tra voi flagello di sterminio quando io colpirò la terra d’Egitto. Questo giorno sarà per voi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore: di generazione in generazione lo celebrerete come un rito perenne (Es 12,3-14).

Pochi sanno che il pane con il quale noi celebriamo l’Eucaristia e di cui ci nutriamo  è azzimo. Il suo significato è lo stesso di quello della Pasqua antica. Non si ha tempo per fare fermentare la pasta. Si deve fare presto. Il Signore sta per venire. Eccolo, arriva. Si deve partire. Paolo vuole che il cristiano stesso sia azzimo, pasta non lievitata di malizia e perversità, bensì azzimo di sincerità e verità, così quando il Signore verrà, subito lo porterà con sé nel suo regno eterno. Se non siamo luce non godremo la luce.

Non è bello che voi vi vantiate. Non sapete che un po’ di lievito fa fermentare tutta la pasta? Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, né con lievito di malizia e di perversità, ma con azzimi di sincerità e di verità. Vi ho scritto nella lettera di non mescolarvi con chi vive nell’immoralità. Non mi riferivo però agli immorali di questo mondo o agli avari, ai ladri o agli idolatri: altrimenti dovreste uscire dal mondo! Vi ho scritto di non mescolarvi con chi si dice fratello ed è immorale o avaro o idolatra o maldicente o ubriacone o ladro: con questi tali non dovete neanche mangiare insieme. Spetta forse a me giudicare quelli di fuori? Non sono quelli di dentro che voi giudicate? Quelli di fuori li giudicherà Dio. Togliete il malvagio di mezzo a voi! (1Cor 5,6-13).

Il Signore verrà. Nessuno sa quando. Ogni momento è la sua ora. In ogni ora dobbiamo essere trovati azzimi di verità e sincerità per entrare con Lui nel suo regno.

Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!

Se il Signore venendo, ci trova lievito di perversità, malizia, disobbedienza, non possiamo entrare con Lui nel suo Paradiso. Saremo esclusi per sempre, gettati nelle tenebre e nel fuoco che mai si estingue. È sua verità. Ognuno può anche non credere, ma solo a suo danno. Ogni Parola di Cristo Gesù è stata provata con il fuoco. Avendo resistito al fuoco, resiste ad ogni cuore perverso e malvagio. Si compie per chi crede e per chi non crede. A noi la scelta: ascoltare Lui e salvarci, non ascoltarlo e dannarci.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci ascoltatori di Cristo Gesù.

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Lc 12, 35-38
Dal Vangelo secondo  Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.
E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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Fonte: CITV Vangelo del giorno

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