martedì 25 settembre 2018
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Vangelo del Giorno – 4 gennaio 2018 – don Luigi Maria Epicoco

“Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove abiti?». Disse loro: «Venite e vedrete»”. Ci si vuole sempre un po’ accasare quando si trova qualcosa di decisivo nella propria vita. Vorremmo trattenere sempre con noi ciò che di importante troviamo. È così vero questo che non vorremmo che i nostri figli partissero mai.

Vorremmo passare quanto più tempo possibile con chi amiamo. Vorremmo portare a casa la bellezza di un tramonto, o la sensazione di infinito quando si guarda il mare. Che cosa cercate? Chiede Gesù. E noi dovremmo davvero porci questa domanda calandola nelle nostre esistenze. Che cosa cerchiamo nell’amore? Che cosa cerchiamo nel nostro lavoro? Che cosa cerchiamo da certe scelte? Che cosa cerchiamo quando rimaniamo aggrappati a dolori che non riusciamo a far andare via?

La fede prima di essere una risposta decisiva è una domanda decisiva. Vivere il cristianesimo significa essere sempre immersi nel vangelo di oggi. Sentire lo sguardo di Cristo che incrocia il nostro, e che lo incrocia attraverso degli eventi concreti. E in quello sguardo sentirci arrivare come una fitta al cuore questa domanda: che cosa cerchi veramente? Certe domande hanno bisogno di un’intera vita per trovare risposta. Non a caso questa è una domanda che si trova quasi all’inizio del vangelo di Giovanni. Questi due discepoli non devono prima capire e poi vivere, ma devono vivere per capire. Sarà questo il motivo per cui Gesù non risponde con un piccolo compendio di teologia ma con un invito all’esperienza: “Venite e vedrete”.

La fede è un invito a entrare nella vita e non ad analizzarla rimanendone ai margini. Solo quando tu fai questo riesci a comprendere davvero chi sei. Scopri il tuo vero nome. “Gesù, fissando lo sguardo su di lui, disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)»”. Tutta la nostra vita è vivere per trovare davvero il nostro nome. Siamo Simone alla ricerca di Pietro.

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Gv 1, 35-42
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.
Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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Fonte: CITV Vangelo del giorno

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