21 luglio 2013 – mons. Andrea Caniato

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Marta e Maria sono due sorelle; hanno anche un fratello, Lazzaro, che però in questo caso non compare. Gesù passa per il loro villaggio e — dice il testo — Marta lo ospitò (cfr 10,38). Questo particolare lascia intendere che, delle due, Marta è la più anziana, quella che governa la casa. Infatti, dopo che Gesù si è accomodato, Maria si mette a sedere ai suoi piedi e lo ascolta, mentre Marta è tutta presa dai molti servizi, dovuti certamente all’Ospite eccezionale. Oltretutto sappiamo che Gesù non viaggiava mai solo, ma era sempre seguito dai discepoli e Ci sembra di vedere la scena: una sorella che si muove indaffarata, e l’altra come rapita dalla presenza del Maestro e dalle sue parole. Dopo un po’ Marta, evidentemente risentita, non resiste più e protesta, sentendosi anche in diritto di criticare Gesù: “Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”. Marta vorrebbe addirittura insegnare al Maestro! Cosa l’ha spinta a tanto? Forse più che il lieto dovere l’ospitalità c’era una sottile e umanissima vanità, che la spinse a sacrificare la possibilità di ascoltare Gesù, al desiderio di fare bella figura con gli ospiti. Inoltre è assai probabile che Marta fosse preoccupata per il comportamento disdicevole della sorella. Non era costume delle donne, infatti, partecipare alle conversazioni degli uomini. Queste erano le convenzioni del tempo. Una forma di rispetto umano, come dicevano i vecchi maestri dello spirito. “Rispetto umano” suona bene, ma in realtà è il nome di una insidia sempre presente nel cammino di fede. Che figura ci faccio a mostrarmi troppo devoto, troppo convinto? Che cosa penseranno gli altri? Spesso si ha più rispetto del giudizio superficiale degli uomini, che del giudizio stesso di Dio. Gesù risponde con grande calma: “Marta, Marta — e questo nome ripetuto esprime l’affetto –, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta” (10,41-42). La parola di Cristo è chiarissima: nessun disprezzo per la vita attiva, né tanto meno per la generosa ospitalità; ma un richiamo netto al fatto che l’unica cosa veramente necessaria è un’altra: ascoltare la Parola del Signore; e il Signore in quel momento è lì, presente nella Persona di Gesù! Tutto il resto passerà e ci sarà tolto, ma la Parola di Dio è eterna e dà senso al nostro agire quotidiano.

httpv://youtu.be/Da1d0VWK9tA

Lc 10, 38-42
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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