sabato 16 dicembre 2017
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Commento alle letture di domenica 3 dicembre 2017 – Missionari della Via

Il commento alle letture di domenica 3 dicembre 2017 a cura dei Missionari della Via.

Eccoci all’inizio del nuovo anno liturgico, l’anno B, dove mediteremo sul Vangelo secondo Marco. Secondo la tradizione, Marco fu discepolo e interprete di Pietro, di cui mise per iscritto i ricordi e la predicazione. Oggi inizia anche il tempo dell’Avvento, cioè il tempo forte dell’attesa: non è solo un tempo di preparazione alla festa del Natale, che segnò la prima venuta del Signore nell’umiltà della grotta di Betlemme, ma soprattutto di preparazione alla venuta definitiva del Signore nella gloria, che attendiamo alla fine dei tempi, quando verrà a giudicare i vivi e i morti e sorgeranno nuovi cieli e nuova terra.

Per questo la liturgia ci propone le parole di Gesù sul senso e il fine della storia, che sono come il trillo di una sveglia: vegliate, vigilate, siate pronti, non sapete quando tornerà il padrone! Il Vangelo ci ricorda la bellezza e il senso di questa vita: il padrone, ovvero il Signore, ha lasciato a noi suoi servi la sua casa e ci ha dato un “potere”: quello di svolgere un compito particolare, una missione per gli altri. Sì, Dio, l’Onnipotente, che potrebbe fare tutto da solo, “crede” in noi, fa un passo indietro per renderci partecipi delle sue cose, della sua opera di salvezza. Vegliare non significa riempirsi di caffeina e dormire un’ora per notte, cercando di fare 10.000 cose senza lasciarsene sfuggire una, con conseguenti attacchi d’ira o di sonno micidiali, ma essere attenti a ciò che vale, responsabili, sfruttando al meglio le quotidiane occasioni che abbiamo, vivendo alla presenza di Dio, nell’attesa che questo padrone tanto buono ritorni per giudicare cosa ne abbiamo fatto dei suoi doni.

E quando verrà il Signore? È una sorpresa, dunque c’è da stare pronti, vivendo bene. C’è purtroppo chi sceglie di non vivere, ma vivacchiare; accade quando, venendo meno la preghiera e il rapporto sacramentale con Dio, si vive senza attenderlo, unicamente presi dalle cose del mondo, cercando di riempire quell’infinito che portiamo dentro con il benessere, con l’accumulo di beni, di piaceri, di esteriorità, di potere, sino alle estreme conseguenze delle guerre, dei clan mafiosi che si contendono il mercato e il controllo sugli altri, camminando pericolosamente come sonnambuli verso il cornicione di un grattacielo: «All’opposto dell’uomo vigilante si colloca l’uomo dormiente, colui che resta al di qua delle proprie possibilità, che ha paura, che vive orizzontalmente più che in profondità, che si disperde in mille cose da fare o in tante cose da possedere, che è pigro e negligente, che trascina la sua vita come se fosse illimitata considerandola un divertissement. È colui che non ha passione, è nella sonnolenza, cioè nella morte. Nella mitologia greca Hypnos (Sonno) è gemello di Thanatos (Morte)! Il vigilante è colui che lotta contro il sonno e dunque contro la morte ponendosi come uomo di luce» (L. Manicardi).

Non vigilare può anche dire rassegnarsi, vivere senza stimoli, avendo perso la caratteristica più bella della nostra umanità: la gioia di vivere! Della serie: ho previsto tutto, ho messo da parte un buon gruzzoletto, sono al sicuro, sistemato… si vive ormai nella routine quotidiana: si lavora, si mangia, si guarda la tv, si va a dormire, ogni tanto una serata con gli amici e via… «Persino la vita di fede ormai è  diventata una routine senza sorprese, senza prospettive, del tutto insignificante per la vita. Una messa ogni tanto, dove non succede niente di nuovo; un matrimonio cui devi partecipare per far piacere agli amici; purtroppo anche un funerale, che si spera non tocchi proprio i tuoi direttamente; una qualche bella festa…» (mons. A. Sigalini). Che vita scialba quella di chi tira a campare senza desiderio di migliorarsi, di amare di più, di farsi santo! Senza la gioia della fede, senza il fervore di voler portare Gesù agli altri… E poi magari ecco un imprevisto e son dolori.

Per questo il Signore suona la sveglia! Ma per chi ama il Signore e cerca di vivere bene, l’attesa del suo ritorno non è un incubo, ma una gioiosa speranza: «Cristo, certo, verrà per il giudizio sul male, così che finalmente si sappia che c’è un Dio che fa giustizia sulla terra (Sal 58,12). Ma Cristo apparirà soprattutto per tergere le lacrime dai poveri, dagli oppressi, dai giusti calpestati e per introdurli nel suo regno di luce e di pace. La nostra veglia non è perciò quella fredda e rassegnata di una sentinella che cerca di far scorrere il più velocemente possibile le lunghe ore notturne; è, invece, l’attesa di un figlio che spia all’orizzonte il ritorno del padre per corrergli incontro e affidargli nelle mani tutte le sue paure e le sue gioie, i suoi problemi e i risultati ottenuti» (card. G. Ravasi). Che il Signore ci aiuti a vivere desti, desiderosi e orientati all’incontro con lui!

Preghiamo la Parola

Signore, aiutaci a vivere con entusiasmo sapendo cogliere le occasioni di bene che ogni giorno ci dai, senza spegnerci nella ricerca del benessere e nell’egoismo, così da renderti un giorno i frutti di una vita spesa per amore.

VERITA’: Vita interiore e sacramenti

Il tempo di Avvento vuol ridestare l’attesa dell’incontro con il Signore; vogliamo viverlo come un periodo di illusioni? Vogliamo fingere di aspettarci sorprese per vincere la noia? O vogliamo passare un mese a sognare davvero una umanità piena, un mondo nuovo, un amore sempre fresco, vogliamo lasciarci incantare da una promessa il regno di Dio è qui, è imminente? Da dove partire? Da una buona revisione di vita, accompagnata magari da una buona confessione e dalla preghiera, attenta, vigile e costante, così che non si abbiocchi lo spirito!

CARITA’: Testimonianza di vita

Il testo del Vangelo ci mette in una sana tensione: attendiamo infatti la fine del mondo con il ritorno nella gloria del Signore, un Signore che già ora ci “visita quotidianamente” in quelle svolte nella nostra vita che ci succedono in modo inatteso, e specialmente nei Sacramenti, nella Parola e nei poveri. Iniziamo così la giornata: oggi è un’occasione meravigliosa che ho per amare, per fare del mio meglio: coraggio, viviamo in pienezza alla luce del Signore!

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Fonte: Cerco il Tuo volto

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