sabato 16 dicembre 2017
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don Gianvito Sanfilippo – Commento al Vangelo del 3 dicembre 2017

Nella prima Domenica di Avvento la liturgia ci propone il Vangelo (Mc 13, 33-37) in cui Gesù invita a vegliare:

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Questa prima parte dell’Avvento c’invita a prepararci alla venuta finale del Signore, la cosiddetta Parusia. Cristo la inaugura per ognuno di noi di fatto nel giorno della nostra morte, rinominato dai cristiani “Dies natalis”, il giorno della nascita definitiva al cielo.

Questo tempo ci esorta a contemplare le “cose ultime” che ci riguardano, quelle più importanti perché ineludibili: la morte, il Giudizio che ne seguirà, il premio del Paradiso e il rischio della condanna eterna. La parola chiave utilizzata dall’evangelista per superare con successo questi “esami finali” è vigilanza: siamo esortati a non dormire, a stare svegli!

È una forma di reattività, di prontezza dell’anima per saper interpretare il linguaggio misterioso con cui Dio ci parla quotidianamente nei fatti che ci accadono, e per agire con la forza e la libertà di chi può amare. Quest’attitudine propriamente cristiana è frutto dell’ascolto della parola, della preghiera continua, della catechesi e della vita sacramentale.

Prendere alla leggera questa esortazione equivale ad “addormentarsi dentro”, senza più percepire la presenza di Dio, rischiando l’insensibilità e la noia spirituale, fino all’avversione a Dio. Nell’Avvento, Cristo ci viene incontro con affetto e benevolenza per rigenerarci, rinnoviamo ogni giorno l’invocazione: “Vieni Signore Gesù!”.

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