venerdì 23 febbraio 2018
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Commento a 1 Maccabei 2,39-70 – don Giovanni Nicolini

I vers.39-41 sanciscono una decisione di enorme rilievo e pari delicatezza!

Tutte le “religioni” nella loro storia prima o poi legittimano la loro difesa “armata” e talvolta non solo la difesa, ma anche la forza di espansione!

Gesù Cristo è la fonte di un’opzione radicalmente diversa, ma  il “cristianesimo” sarà implacabilmente “armato” fin quasi dall’inizio.

Sottolineo questo, perché in termini assolutamente espliciti Gesù farà della mitezza sino alla Croce il cuore del suo Vangelo!

E proprio in questa divina beatitudine della mitezza Egli rivela quella “pienezza” che la grande profezia ebraica profetizzava!

Scusate queste mie “digressioni” dal testo, al quale dobbiamo attenerci, e al quale ora ritorniamo!

I vers.42-44 ci annunciano l’unione tra “Mattatia e i suoi amici” e questi “Asidei, uomini di grande valore in Israele, tutti impegnati a difendere la legge”: tale difesa ricorrerà all’uso della forza, e ne sono conferma le azioni descritte ai vers.45-48!

Noi restiamo inevitabilmente “sospesi” davanti a questo, e d’altra parte anche oggi dobbiamo confrontarci con chi ritiene di dover difendere il Vangelo anche con i mezzi difensivi-aggressivi del mondo!

Mattia si congeda dalla vita terrena consegnando ai suoi fratelli e ai suoi figli la grande memoria di padri della fede di Israele.

Anche questa sua Parola è singolare perché sembra occupata e preoccupata di mostrare come la loro fedeltà abbia ottenuto e ricevuto anche un riconoscimento e un “premio” terreno! La storia ha dato ragione alla loro testimonianza!

I vers.52-60 sono la memoria di testimonianze che sembrano aver ricevuto anche un certo concreto riconoscimento della storia!

Ed è proprio in seguito  e in fedeltà a tali memorie che Mattatia esorta alla fiducia nel Signore (vers.61-62) e nella legge divina (ver.64), e indica in Simone il saggio che governerà Israele, e in Giuda Maccabeo il guerriero forte che “condurrà la battaglia contro i popoli” (vers.65-66). Infine li benedice e si riunisce ai suoi padri.

Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.

1 MACCABEI – 2, 1-38

39 Quando Mattatia e i suoi amici lo seppero, ne fecero grande pianto. 40 Poi dissero tra loro: «Se faremo tutti come hanno fatto i nostri fratelli e non combatteremo contro i pagani per la nostra vita e per le nostre leggi, in breve ci faranno sparire dalla terra». 41 Presero in quel giorno stesso questa decisione: «Combatteremo contro chiunque venga a darci battaglia in giorno di sabato e non moriremo tutti come sono morti i nostri fratelli nei nascondigli». 42 Allora si unì a loro il gruppo degli Asidei, uomini di grande valore in Israele, tutti impegnati a difendere la legge; 43 inoltre quanti fuggivano davanti alle sventure si univano a loro e divenivano loro rinforzo. 44 Così organizzarono un contingente di forze e percossero con ira i peccatori e gli uomini perversi con furore; i restanti fuggirono tra i pagani per salvarsi. 45 Mattatia, poi, e i suoi amici andarono in giro a demolire gli altari 46 e fecero circoncidere a forza tutti i bambini non circoncisi che trovarono nel territorio d’Israele. 47 Non diedero tregua ai superbi e l’impresa ebbe buona riuscita nelle loro mani; 48 difesero la legge dalla prepotenza dei popoli e dei re e non la diedero vinta ai peccatori. 49 Intanto si avvicinava per Mattatia l’ora della morte ed egli disse ai figli: «Ora dominano superbia e ingiustizia, è il tempo della distruzione e dell’ira rabbiosa. 50 Ora, figli, mostrate zelo per la legge e date la vostra vita per l’alleanza dei nostri padri. 51 Ricordate le gesta compiute dai padri ai loro tempi e traetene gloria insigne e nome eterno. 52 Abramo non fu trovato forse fedele nella tentazione e ciò non gli fu accreditato a giustizia? 53 Giuseppe nell’ora dell’oppressione osservò il precetto e divenne signore dell’Egitto. 54 Fineès, nostro padre, per lo zelo dimostrato conseguì l’alleanza del sacerdozio perenne. 55 Giosuè, obbedendo alla divina parola, divenne giudice in Israele. 56 Caleb, testimoniando nell’assemblea, ebbe in sorte parte del nostro paese. 57 Davide per la sua pietà ottenne il trono del regno per sempre. 58 Elia, poiché aveva dimostrato zelo ardente per la legge, fu assunto in cielo. 59 Anania, Azaria e Misaele per la loro fede furono salvati dalla fiamma. 60 Daniele nella sua innocenza fu sottratto alle fauci dei leoni. 61 Così, di seguito, considerate di generazione in generazione: quanti hanno fiducia in lui non soccombono. 62 Non abbiate paura delle parole del perverso, perché la sua gloria andrà a finire ai rifiuti e ai vermi; 63 oggi è esaltato, domani non si trova più, perché ritorna alla polvere e i suoi progetti falliscono. 64 Figli, siate valorosi e forti nella legge, perché in essa sarete glorificati. 65 Ecco qui vostro fratello Simone; io so che è un uomo saggio: ascoltatelo sempre, egli sarà vostro padre. 66 Giuda Maccabeo, forte guerriero dalla sua gioventù, sarà capo del vostro esercito e condurrà la battaglia contro i popoli. 67 Radunate, dunque, intorno a voi quanti praticano la legge e vendicate il vostro popolo; 68 rendete il meritato castigo ai pagani e attenetevi all’ordinamento della legge». 69 Poi li benedisse e si riunì ai suoi padri. 70 Morì nell’anno centoquarantasei e fu sepolto nella tomba dei suoi padri a Modin; tutto Israele fece grande pianto su di lui.

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