giovedì 15 novembre 2018
Home » Vangelo » Commento a 1 Maccabei 3, 1-60 – don Giovanni Nicolini

Commento a 1 Maccabei 3, 1-60 – don Giovanni Nicolini

Sto ancora cercando una “strada” per questo commento ai Maccabei!

La lunghezza e la particolarità del testo mi suggerisce di limitare le mie osservazioni ad un tentativo di cogliere e sottolineare le note che ci offrono qualche elemento della ricca tradizione ebraica!

Un’attenzione che ritengo essere preziosa per il nostro rapporto con  tutto il Testo sacro, che appunto nelle sue origini dalla fede ebraica ci dona tutta la ricchezza della nostra fede! Della nostra fede cristiana!

Anche in questi giorni dove partecipo ad un importante incontro dei preti della chiesa bolognese insieme al nostra Vescovo, e dedicati all’attenzione privilegiata alla Parola di Dio, confermano che tale divina ricchezza è recepibile a condizione di custodire il legame essenziale con l’antropologia ebraica!

Vediamo se questo ci regala un buon sentiero di attenzione e di preghiera in questa impresa complessa di custodia di un testo come i Maccabei, che non sono arrivati a noi in lingua ebraica, e quindi non fanno parte del Cannone Ebraico, e tuttavia possono darci preziosi regali proprio per la custodia della fede ebraica in tempi e luoghi dove il confronto dell’ebraismo con il resto del mondo è inevitabilmente forte, ma proprio per questo si presenta in tutta la sua ricchezza!

Torniamo dunque al testo in questo cap.3 di 1 Maccabei!

Giuda Maccabeo è il tipico “eroe”. E’ affascinante che il ver.1 lo presenti con il verbo della “risurrezione”, reso in italiano con “sorse”!

A noi suggerisce una particolare “attenzione” nei confronti delle vicende di questo piccolo e “terribile” popolo di Dio della Prima Alleanza!

I vers.16-26 sono particolarmente significativi perché affrontano il tema decisivo della piccolezza e della debolezza. La fede di Israele rivendica la potenza di tale “piccolezza-debolezza”, perché proprio in essa Dio si manifesta e manifesta la sua potenza!

Per la nostra “lettura” in Gesù tale profezia prepara la venuta, l’opera e la salvezza che la “debolezza” mite e obbediente del Figlio di Dio fino al suo sacrificio d’amore, fino alla sua Croce. E’ il principio della nuova creazione e della nuova storia, finalmente liberate dal regime del potente potere del male, e ora guidata dalla potenza mite dell’Amore!

In questo orizzonte è di divina bellezza anche l’ultima parte del capitolo, dove una descrizione realistica e severa dice tutta la povertà del piccolo popolo del Signore e il mistero della sua potenza espressa proprio dalla sua piccolezza e povertà.

Trovo meravigliosa la profezia del Signore Gesù alla fine del nostro testo: “Del resto è meglio per noi morire in battaglia, che vedere la rovina della nostra gente e del santuario”! (ver.59). E peraltro la certezza che tutto accadrà “per volontà del cielo” (ver.60)

Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.

1 MACCABEI – 3, 1-60

3, 1 Al suo posto sorse il figlio di lui, Giuda, chiamato Maccabeo; 2 lo aiutavano tutti i suoi fratelli e quanti si erano legati al padre e conducevano la battaglia d’Israele con entusiasmo. 3 Egli accrebbe la gloria del suo popolo, rivestì la corazza come gigante, cinse l’armatura di guerra e sostenne battaglie, difendendo il campo con la spada. 4 Nelle sue gesta fu simile a leone, come leoncello ruggente sulla preda. 5 Inseguì gli iniqui braccandoli, i perturbatori del popolo distrusse con il fuoco. 6 Gli iniqui sbigottirono per paura di lui, tutti i malfattori furono confusi e la salvezza per mezzo di lui ebbe buon esito. 7 Inflisse amarezze a molti re, rallegrò con le sue gesta Giacobbe; sempre la sua memoria sarà benedetta. 8 Percorse le città di Giuda e vi sterminò i rinnegati e distolse l’ira da Israele. 9 Divenne celebre fino all’estremità della terra e radunò coloro che erano dispersi. 10 Apollònio radunò dei pagani e un forte esercito dalla Samaria per combattere Israele. 11 Giuda lo seppe e avanzò contro di lui, lo sconfisse e lo uccise; molti caddero colpiti a morte e i superstiti fuggirono. 12 Così s’impadronirono delle loro spoglie e Giuda si riservò la spada di Apollònio e l’adoperò in guerra per tutto il tempo della sua vita. 13 Quando Seron, comandante delle forze di Siria, seppe che Giuda aveva radunato un contingente e c’era con lui uno stuolo di fedeli e uomini preparati alla guerra, 14 disse: «Mi farò un nome e mi coprirò di gloria nel regno, combattendo Giuda e i suoi uomini che hanno disprezzato gli ordini del re». 15 Fece i preparativi e si unì a lui un forte gruppo di rinnegati per aiutarlo a vendicarsi dei figli d’Israele. 16 Si spinse fino alla salita di Bet-Oron e Giuda gli andò incontro con una piccola schiera. 17 Ma quando videro lo schieramento avanzare contro di loro, dissero a Giuda: «Come faremo noi così pochi ad attaccare battaglia contro una moltitudine così forte? Oltre tutto, siamo rimasti oggi senza mangiare». 18 Giuda rispose: «Non è impossibile che molti cadano in mano a pochi e non c’è differenza per il Cielo tra salvare per mezzo di molti e salvare per mezzo di pochi; 19 perché la vittoria in guerra non dipende dalla moltitudine delle forze, ma è dal Cielo che viene la forza. 20 Costoro vengono contro di noi pieni d’insolenza e d’iniquità per eliminare noi, le nostre mogli e i nostri figli e saccheggiarci; 21 noi combattiamo per la nostra vita e le nostre leggi. 22 Sarà lui a stritolarli davanti a noi. Voi dunque non temeteli». 23 Quando ebbe finito di parlare, piombò su di loro all’improvviso e Seron con il suo schieramento fu sgominato davanti a lui. 24 Lo inseguirono nella discesa di Bet-Oron fino alla pianura: caddero tra loro circa ottocento uomini, gli altri fuggirono nel territorio dei Filistei. 25 Così cominciò a diffondersi il timore di Giuda e dei suoi fratelli e le genti intorno furono prese da terrore. 26 La fama di lui giunse fino al re, e delle sue imprese militari parlavano le genti.

27 Quando il re Antioco seppe queste cose, si adirò furiosamente e diede ordine di radunare tutte le forze militari del suo regno, un esercito molto potente. 28 Aprì il suo tesoro e diede alle truppe il soldo per un anno, ordinando loro di stare pronti per ogni evenienza. 29 Ma si accorse che non bastavano le riserve delle sue casse e che le entrate del paese erano poche, a causa delle rivolte e delle rovine che aveva provocato nella regione, per estirpare le tradizioni che erano in vigore dai tempi antichi; 30 temette di non avere, come altre volte in passato, le risorse per le spese e i doni, che faceva con mano prodiga, superando i re precedenti. 31 Ne fu grandemente angustiato e prese la decisione di invadere la Persia, per riscuotere i tributi di quelle province e ammassare molto denaro. 32 Lasciò Lisia, uomo illustre e di stirpe regale, alla direzione degli affari del re, dall’Eufrate fino ai confini dell’Egitto, 33 e con l’incarico di curare l’educazione del figlio Antioco fino al suo ritorno. 34 A lui affidò metà dell’esercito e gli elefanti e gli diede istruzioni per tutte le cose che voleva fossero eseguite; riguardo agli abitanti della Giudea e di Gerusalemme 35 gli ordinò di mandare contro di loro milizie, per distruggere ed eliminare le forze d’Israele e quanto restava a Gerusalemme e cancellare il loro ricordo dalla regione, 36 di trasferire stranieri su tutti i loro monti e di distribuire le loro terre. 37 Il re poi prese l’altra metà dell’esercito e partì da Antiòchia, la capitale del suo regno, nell’anno centoquarantasette; passò l’Eufrate e percorse le regioni settentrionali. 38 Allora Lisia scelse Tolomeo, figlio di Dorimene, Nicànore e Gorgia, uomini potenti tra gli amici del re, 39 e spedì ai loro ordini quarantamila fanti e settemila cavalieri nella terra di Giuda, per devastarla secondo il comando del re. 40 Questi partirono con tutte le truppe e andarono ad accamparsi vicino a Èmmaus, nella pianura. 41 I mercanti della regione ne ebbero notizia e si rifornirono in abbondanza d’oro e d’argento e di catene e vennero presso l’accampamento per acquistare come schiavi gli Israeliti. A loro si aggiunsero forze della Siria e del territorio dei Filistei. 42 Giuda e i suoi fratelli videro che i mali si erano aggravati e che l’esercito era accampato nel loro territorio; vennero a conoscere quanto il re aveva ordinato di fare per la rovina e l’annientamento del loro popolo. 43 Allora si dissero l’un l’altro: «Facciamo risorgere il popolo dalla sua rovina e combattiamo per il nostro popolo e per il luogo santo». 44 Si radunò l’assemblea per prepararsi alla battaglia e per pregare e chiedere pietà e misericordia. 45 Gerusalemme era disabitata come un deserto, nessuno dei suoi figli vi entrava o ne usciva, il santuario era calpestato, gli stranieri erano nella Cittadella, soggiorno dei pagani. La gioia era sparita da Giacobbe, erano scomparsi il flauto e la cetra. 46 Si radunarono dunque e vennero a Masfa di fronte a Gerusalemme, perché nei tempi antichi a Masfa c’era un luogo di preghiera in Israele. 47 In quel giorno digiunarono e si vestirono di sacco, si cosparsero di cenere il capo e si stracciarono le vesti. 48 Aprirono il libro della legge per scoprirvi quanto i pagani cercavano di sapere dagli idoli dei loro dèi. 49 Portarono le vesti sacerdotali, le primizie e le decime e fecero venire avanti i nazirei, che avevano terminato i giorni del loro voto, 50 e alzarono la voce al Cielo gridando: «Che cosa faremo di costoro e dove li condurremo, 51 mentre il tuo santuario è calpestato e profanato e i tuoi sacerdoti sono in lutto e desolazione? 52 Ecco, i pagani si sono alleati contro di noi per distruggerci; tu sai quello che vanno macchinando contro di noi. 53 Come potremo resistere di fronte a loro, se tu non ci aiuterai?». 54 Diedero fiato alle trombe e gridarono a gran voce. 55 Dopo questo, Giuda stabilì i condottieri del popolo, i comandanti di mille, di cento, di cinquanta e di dieci uomini. 56 A coloro che costruivano case o che stavano per prendere moglie, a quelli che piantavano la vigna o che erano paurosi disse di tornare a casa loro, secondo la legge. 57 Poi levò il campo e si disposero a mezzogiorno di Èmmaus. 58 Giuda ordinò: «Cingetevi e siate forti e state preparati per l’alba di domani a dar battaglia a questi pagani, che si sono alleati per distruggere noi e il nostro santuario. 59 Del resto è meglio per noi morire in battaglia, che vedere la rovina della nostra gente e del santuario. 60 Però, qualunque sia la volontà del Cielo, così accadrà».

Leggi Anche...

Commento a 1 Maccabei 1 – don Giovanni Nicolini

Ho preferito ricevere e ascoltare tutto il cap.1 di 1Maccabei, per cercare una linea di …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.