Commento a Genesi 18, 1-16

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Sarah, la donna sterile, incarna la sofferenza per la maternità mancata, ma al contempo ha dentro di sé una grande forza di volontà a non rassegnarsi. Per questo gli viene mutato il nome: «Dio disse ancora ad Abramo: non chiamare più tua moglie Sarai; d’ora in poi il suo nome è Sarah. Per mezzo di lei ti darò un figlio» (Gen 17,15-16).

Il cambiamento del nome nella Bibbia indica il progetto d’amore di Dio sulla persona, sul popolo. Il nome Sarah significa “Mia principessa”, infatti lei sarà madre di numerosi re. L’Inaudito si rende presente nella vita di Abramo e Sara, diventa un punto d’incontro perché la sterilità sia feconda, perché Sara dia frutto: generi! L’annuncio che Dio fa sfida l’ordine naturale, ma «c’è forse qualcosa di impossibile per il Signore?». Queste sono parole che ogni volta si ripetono quando Dio fa visita a ciascuno di noi e trova qualche ostacolo. È una pagina di fede quella che abbiamo davanti, una fede che diventa rischio, una fede che conosce il dubbio, il sospetto, l’esitazione, la sospensione: «Allora Sarah rise dentro di sé e disse: “Avvizzita come sono dovrei provare il piacere, mentre il mio signore è vecchio!”».

La storia di questa donna ci insegna che non esiste situazione disperatache Dio non sappia capovolgere: «Tornerò da te alla stessa data e Sarah avrà un figlio». Questa promessa fa scaturire in Sarah paura e imbarazzo e una certa autodifesa: «“Non ho riso!”». Nella sua reazione possiamo leggere la nostrasfiducia dinanzi alla sua Parola che continuamente chiama … ma Dio sa trasformare il riso di Sarah e il nostro dubbio in nuova umanità, promessa, certezza, vita, dono per l’altro.

Infatti, il figlio che nascerà prenderà il nome Isacco, cioè “JHWH ha riso”. Sì, Dio ride dinanzi agli ostacoli. Il Suo riso spazza ogni nostra perplessità e paura. C’è un tempo che Dio fissa per Sarah, per ciascuno di noi, per visitarci. Nel tempo stabilito, il riso di Dio visita Sarah portando vittoria sulla sua sterilità, portando il dono di generare, il miracolo della nascita. In questo incontro di amore con l’Inaudito, Sarah scopre il “di più” che dona senso e valore alla sua stessa vita e a quella degli altri generando a tutti Isacco, il sorriso di Dio, divenendo così madre d’Israele.

Commento a cura delle ADORATRICI DEL SANGUE DI CRISTO

Dal libro della Genesi 18, 1-16

1Poi il Signore apparve a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno. 2Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall’ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, 3dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo. 4Si vada a prendere un po’ d’acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l’albero. 5Andrò a prendere un boccone di pane e ristoratevi; dopo potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo». Quelli dissero: «Fa’ pure come hai detto». 6Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: «Presto, tre sea di fior di farina, impastala e fanne focacce». 7All’armento corse lui stesso, Abramo; prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo. 8Prese panna e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse loro. Così, mentre egli stava in piedi presso di loro sotto l’albero, quelli mangiarono. 9Poi gli dissero: «Dov’è Sara, tua moglie?». Rispose: «È là nella tenda». 10Riprese: «Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio». Intanto Sara stava ad ascoltare all’ingresso della tenda, dietro di lui. 11Abramo e Sara erano vecchi, avanti negli anni; era cessato a Sara ciò che avviene regolarmente alle donne. 12Allora Sara rise dentro di sé e disse: «Avvizzita come sono, dovrei provare il piacere, mentre il mio signore è vecchio!». 13Ma il Signore disse ad Abramo: «Perché Sara ha riso dicendo: “Potrò davvero partorire, mentre sono vecchia”? 14C’è forse qualche cosa d’impossibile per il Signore? Al tempo fissato tornerò da te tra un anno e Sara avrà un figlio». 15Allora Sara negò: «Non ho riso!», perché aveva paura; ma egli disse: «Sì, hai proprio riso». 16Quegli uomini si alzarono e andarono a contemplare Sòdoma dall’alto, mentre Abramo li accompagnava per congedarli.

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CaV
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