Avvento – Paolo Curtaz commenta il Vangelo di giovedì 3 Dicembre 2020

A

Sono soffiati i venti, e hanno straripato i fiumi. Da mesi conviviamo con la paura, abbiamo stravolto le nostre abitudini, e sperimentato la fragilità della nostra fede, la povertà delle nostre iniziative, il limite della nostra pastorale.

E durante i mesi di quarantena abbiamo dovuto riscoprirci credenti perché diventati tutti non-praticanti. E imparare a pregare, a incoraggiarci, a non disperare. Così la Parola è diventata luce ai nostri passi, non soprammobile della quotidianità, ma sorgente per avere una chiave di lettura di quanto ci stava e ci sta succedendo.

E se la nostra casa interiore è crollata alla prima onda inattesa. Possiamo, ora rifondare le nostre vite sulla Vita, rileggere le nostre azioni alla luce dell’Amore, fare della fede la pietra angolare delle nostre scelte.

Le parole vuote non ci servono a nulla, né le devozioni che non si appoggino alla roccia. È tempo di ricostruire.

L'autore

Paolo Curtaz

Sono valdostano e vivo principalmente in Valle d’Aosta.

Mi sono formato, dopo il diploma di scuole superiori, presso il seminario di Aosta, ho conseguito il Baccellierato in Teologia presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, sezione di Torino, nel 2008 (“La figura del sacerdote nell’epistolario di don Lorenzo Milani”), ho conseguito la Licenza di Teologia Pastorale presso l’Università Pontificia Salesiano nel 2010 (“Internet e il servizio della Parola di Dio”) e il Dottorato in Teologia Pratica presso la Facoltà Teologica di Lugano nel 2018 (“L’interpretazione delle Scritture: analisi di alcune omelie on-line” edito dalla San Paolo).
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