Commento al Vangelo del 13 Settembre 2022

C

Il miracolo narrato nel vangelo di oggi, non è da vedere soltanto come una guarigione o una resurrezione… ma mi piace anche considerarlo come una vera e propria sanazione di una relazione ferita, interrotta, morta…

Quanta sofferenza viviamo per l’incapacità di gestire alcune nostre relazioni… quanto dolore… quanto male ci facciamo con il nostro modo disordinato di vivere alcune delle nostre relazioni…

Dio è venuto a restaurare le relazioni.

Quante relazioni morte nella nostra vita… 

Relazioni di tutti i tipi… familiari… amicali… di lavoro… 

Relazioni morte o ferite per mille motivi… per invidia… gelosia… competizione… possesso… egoismo… fragilità di diverso tipo…

Ecco, Gesù è venuto a ridonare pace. A restituire i figli ai genitori e viceversa… a restituire belle amicizie rovinate per motivi più o meno futili…

Forse, a volte, dovremmo smetterla di piangerci addosso ed iniziare a vivere una spiritualità concreta… e capire che la vita di fede… di preghiera non è sganciata dalle nostre relazioni.

Fai entrare Dio nelle tue relazioni… e sarà tutto più bello!

Dal Vangelo secondo Luca 7, 11-17

Ragazzo, dico a te, àlzati!
In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla.
Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei.
Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre.
Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.
Parola del Signore.

Fonte: don Antonio Mancuso dal suo canale Telegram

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