Commento al Vangelo del 15 Aprile 2019

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Il commento al Vangelo del 15 Aprile 2019 a cura del sito Dehoniane.

Settimana santa II settimana del salterio

Un portale a due ante

La liturgia ci fa entrare nella Settimana santa accostando l’una all’altra due figure di servi, due immagini di servizio. Nella prima lettura, infatti, incontriamo il primo canto del servo sofferente del Signore, rivelatoci dal profeta Isaia; il Vangelo di Giovanni ci propone a sua volta il gesto di servizio con il quale Maria di Betania cosparge i piedi di Gesù con il suo «puro nardo, assai prezioso» (Gv 12,3). Le due letture di questa liturgia ci suggeriscono, in questo modo, quale possa essere anche per noi il grande portale di ingresso per entrare negli eventi pasquali.

Un portale, potremmo dire, costituito da due ante: nella prima c’è l’atteggiamento del servo del Signore, nella seconda il gesto di Maria. Entrambe le ante sono necessarie, poiché al gesto gratuito con il quale il servo offre se stesso per portare il diritto alle nazioni e stabilire un’alleanza di pace, deve corrispondere il gesto altrettanto gratuito con il quale Maria spreca per lui il suo profumo prezioso. Il dono viene accolto con un gesto di restituzione che non se ne impossessa, ma lo custodisce come un dono, ricevuto e ridonato. Il diritto che il servo deve proclamare, la giustizia che deve ristabilire, la luce che può rischiarare il cammino delle nazioni e liberare coloro che ancora abitano nelle tenebre, hanno il sapore e la qualità del dono.

Vivono e respirano della sua logica. Il servo non trattiene nulla per sé, così come Maria spreca tutto per Gesù. Al punto da sollevare l’indignazione di Giuda, che non comprende e fraintende il suo gesto. «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?» (12,5). Giuda rimane prigioniero di una logica vecchia, mercantile, commerciale, seconda la quale i beni si comprano e si vendono, si acquisiscono e si posseggono, senza accorgersi che è proprio questa logica, sempre tentata di assumere toni estremi e perversi, che suscita differenze tra gli umani e determina ingiustizie, creando divisioni sempre più accentuate tra ricchi e poveri. I poveri, dice Gesù, li avrete sempre con voi, e questo accadrà soprattutto se continueremo a vivere e discernere secondo queste logiche.

Inoltre, i poveri li avremo sempre con noi per spingerci a capire che non li si aiuta davvero con l’atteggiamento dei ricchi che utilizzano i loro beni anche a loro vantaggio, ma senza osare cambiare quelle logiche perverse che fanno sì che ci sia chi quei beni li possiede e chi invece non li ha. I poveri li si soccorre incamminandosi su una via diversa, quella della condivisione e della solidarietà. I poveri li avremo sempre con noi perché noi stessi dobbiamo sentirci chiamati a farci poveri come loro, condividendo tutto, beni e bisogni, risorse e necessità.Maria vive di una logica diversa rispetto a Giuda, quella del dono, che le consente di accogliere e di conformarsi al modo stesso con il quale Gesù, il servo, offre gratuitamente se stesso.

Anche Gesù è un povero che si appresta a spogliarsi di tutto, persino della propria vita, per arricchire molti con la sua povertà, come ricorda san Paolo scrivendo ai corinzi (cf. 2Cor 8,9). Tra Gesù e Maria si innesca così una salutare complicità: l’uno impara dall’altra, in una reciprocità che compie quell’alleanza che il servo prefigurato da Isaia è venuto a stabilire. Maria spreca il suo profumo per Gesù, riconoscendo e conformandosi all’amore gratuito con il quale egli lascerà che la sua vita venga spezzata, per donarla interamente. A sua vola Gesù imparerà dal gesto di Maria a lavare i piedi ai suoi discepoli, quale segno di quella logica nuova, del vero servizio ai poveri, che egli vuole instaurare tra di noi.

Ecco che le due ante del portale, il gesto di Gesù e quello di Maria, si uniscono per introdurci con il giusto atteggiamento del cuore in questa Settimana santa. Tutto riceveremo da Gesù, ma il suo dono dovrà trasformare il nostro modo di essere e di agire, aprendolo a condividere la sua stessa logica, il suo stesso amore.

Signore Gesù, tu ti sei lasciato inviare dal Padre per portare il diritto alle nazioni. Sei stato disposto a farlo anche a costo di subire la più grande delle ingiustizie. Sei però salito verso la croce custodendo nella memoria del cuore il gesto d’amore di Maria. Dona anche a noi di poter affrontare il tempo della prova custodendo viva la memoria di gesti d’amore, tuoi e dei nostri fratelli e sorelle.

L'autore

Padri Dehoniani
Padri Dehoniani

Le riflessioni sulle letture vengono proposte da fr. Adalberto Piovano, monaco benedettino della Comunità Ss. Trinità di Dumenza; fr. Luca Fallica, anch'egli monaco nella medesima comunità; fr. Roberto Pasolini, frate minore cappuccino della Provincia S. Carlo in Lombardia.

Il Centro editoriale dehoniano − della Congregazione dei sacerdoti del Sacro Cuore, noti come dehoniani dal nome del fondatore, p. Leone Dehon − nasce nell'ottobre 1960, e di lì a poco dà vita alle Edizioni Dehoniane Bologna - EDB, che ne costituiscono l'espressione più visibile.
Per contatti: info@commentoalvangelo.it

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