Commento al Vangelo del 16 Aprile 2019

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Il commento al Vangelo del 16 Aprile 2019 a cura del sito Dehoniane.

Settimana santa – II settimana del salterio

Il vero annuncio

La cena che Gesù condivide con i discepoli, nell’imminenza del suo arresto, anche nel quarto vangelo è contrassegnata da un duplice annuncio: quello del tradimento di Giuda (cf. Gv 13,21) e del rinnegamento di Pietro (cf. 13,38). Giovanni, tuttavia, rilegge questi episodi con la sua consueta originalità. I gesti dei due discepoli, infatti, in particolare quello di Giuda, vengono interpretati come occasioni di glorificazione: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui» (13,31). Mentre Giuda esce nella notte, Gesù entra nella luce della glorificazione: a rivelarsi è il suo mistero, il suo amore.

Ora diventa chiaro ciò che l’evangelista aveva annunciato sin dal prologo: «In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta» (1,4). Le tenebre, dispiegate dal tradimento di Giuda, ma anche dal rinnegamento di Pietro, non possono vincere la luce di Dio, che vi risplende, rischiarandole. Ecco la gloria di Dio che qui si rivela: un amore più fedele dell’odio che patisce; una vita più tenace della morte alla quale viene consegnata; una comunione più resistente delle divisioni con le quali il male tenta di comprometterla, senza riuscirci. Tutto è reso possibile dall’atteggiamento con il quale Gesù affronta gli eventi che gli si profilano dinanzi. Un atteggiamento che si incarna in tanti piccoli segni di consegna che Gesù vive, offrendo se stesso, e che l’evangelista ha cura di annotare, anche se con grande discrezione.

Non sono segni evidenti, vanno un po’ decifrati nelle pieghe del racconto. Tutto, però, rimane nella luce di quel versetto iniziale con cui il capitolo si apre, e che vale la pena ricordare, anche se non appartiene alla lectio liturgica oggi proposta. «Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine» (13,1). Gesù ama «i suoi», tutti i suoi, senza selezioni o esclusioni. Tra questi «suoi», custoditi dal suo amore, ci sono anche Pietro e Giuda. Gesù sa infatti di dover considerare «suoi» non quanti gli rimarranno fedeli (e saranno davvero pochi coloro che riusciranno a seguirlo fino alla croce), ma coloro che il Padre ha posto nelle sue mani, affinché nessuno andasse perduto (cf. 3,16; 6,12.39; 17,12; 18,9).

Al suo eletto, infatti, Dio ha affidato di «restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti d’Israele» (Is 49,6). Anzi, la sua missione non potrà limitarsi a questo: egli dovrà essere «luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra», conclude il v. 6. Gesù ama i suoi «fino alla fine», fino al compimento, ma anche fino all’estremità della terra, fin nelle tenebre più oscure del peccato, del male, della morte. Anche lì deve risplendere la sua luce. Anche lì, anzi proprio lì egli deve essere glorificato, perché la sua luce, rivelandosi, possa rischiarare persino queste notti.A far sì che siamo suoi, che lo sia anche Giuda nonostante il suo tradimento, anche Pietro nonostante il suo rinnegamento, è la vita di Gesù consegnata per noi. Non è la nostra fedeltà, ma il suo dono a creare un legame indissolubile, che il nostro peccato non può sciogliere.

Può solo rivelare la gloria e la luminosità di questo dono. Esso si esprime attraverso molti segni. Gesù consegna il boccone, segno della sua vita offerta, a Giuda prima che agli altri. Gesù dice a Giuda: «Quello che vuoi fare, fallo presto» (Gv 13,27) non perché intenda autorizzarlo a compiere quanto ha già deciso in cuor suo; piuttosto Gesù trasfigura l’incredulità di chi lo consegna grazie all’amore con il quale egli si consegna, perché anche quella tenebra venga abitata dalla luce della sua gloria. Non sarà Pietro a poter dare la vita per Gesù, prima che Gesù l’abbia donata per Pietro e per tutti.Gesù annuncia un tradimento e un rinnegamento. Il peccato degli uomini, però, non riesce a far altro che annunciare il suo amore.

Signore Gesù, tu desideri custodire tutti quelli che il Padre ti ha affidato, affinché nessuno vada perduto, e li consideri tuoi, nonostante i loro tradimenti e le loro infedeltà. Agli amici e ai nemici tu consegni la tua vita nell’amore. Come è accaduto a Paolo, fa’ che anche noi, riconoscendoci amati fino alla fine proprio mentre eravamo peccatori e lontani da te, ci lasciamo raggiungere e trasformare dal tuo dono.

Uno di voi mi tradirà… Non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte.

+ Dal vangelo secondo Giovanni
Gv 13, 21-33.36-38

In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte. Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire». Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

L'autore

Padri Dehoniani
Padri Dehoniani

Le riflessioni sulle letture vengono proposte da fr. Adalberto Piovano, monaco benedettino della Comunità Ss. Trinità di Dumenza; fr. Luca Fallica, anch'egli monaco nella medesima comunità; fr. Roberto Pasolini, frate minore cappuccino della Provincia S. Carlo in Lombardia.

Il Centro editoriale dehoniano − della Congregazione dei sacerdoti del Sacro Cuore, noti come dehoniani dal nome del fondatore, p. Leone Dehon − nasce nell'ottobre 1960, e di lì a poco dà vita alle Edizioni Dehoniane Bologna - EDB, che ne costituiscono l'espressione più visibile.
Per contatti: info@commentoalvangelo.it

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