Commento al Vangelo del 29 Aprile 2019 – Mt 11, 25-30

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Il commento al Vangelo del 29 Aprile 2019 a cura dei Dehoniani.

II settimana di Pasqua | Proprio

S. Caterina da Siena, patrona d’Italia e d’Europa

Nel fuoco dello Spirito

Uno dei tratti che maggiormente si rivelano nell’esperienza spirituale e nella vita stessa di santa Caterina da Siena, è quello dell’armonia tra un’intensa vita mistica e una presenza attiva nelle vicende del mondo e della Chiesa. La scelta di vita rigorosamente penitenziale nel terz’ordine domenicano, la profondità delle esperienze interiori, le doti profetiche, la forza del pensiero teologico espressa nel Dialogo della Divina Provvidenza, la molteplicità di rapporti con laici ed ecclesiastici, la partecipazione attiva alle vicende politiche e religiose del suo tempo, trovano in questa donna forte una mirabile sintesi.

Anzi, la santa senese appare come uno dei momenti più significativi di una presenza peculiarmente femminile nella e per la Chiesa. Ma qual è il segreto della santità di Caterina? Le sue doti umane o il suo intuito mistico? La sua forza interiore o il suo amore appassionato per la Chiesa, la sua unità e la sua pace? Tutto questo ha certamente contribuito a rendere unica la santità di Caterina. Ma il segreto di Caterina è custodito nel profondo del suo cuore: un cuore che ama con la stessa potenza dell’amore di Dio e un cuore che sa essere piccolo e povero. Caterina ha avuto un’esperienza «palpabile» dell’amore di Dio.

Il corpo di Caterina, addestrato a sopportare le prove più dure, diventa docile alle domande dell’anima e l’orienta a un rapporto sempre più intenso e intimo con Cristo (lo sposalizio mistico e le stimmate). E c’è un simbolo dell’amore di Cristo che colpisce profondamente Caterina: il sangue. Cristo, con il suo sangue, cioè con il dono della sua vita, purifica l’uomo dal peccato. «Se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato» (1Gv 1,7). Nel Dialogo della Divina Provvidenza Caterina usa un’immagine per esprimere la mediazione di Cristo nell’economia della salvezza: è quella del ponte. Cristo è il ponte che permette all’uomo di attraversare il fiume del peccato: «È lui – ci ricorda Giovanni – la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo» (2,2).

Questa conformazione a Cristo, nutrita continuamente da un dialogo interiore, è la fonte della sua sapienza. Caterina ha veramente imparato da colui che è «mite e umile di cuore» (Mt 11,29), perché ha compreso che lì dimora la vera sapienza. Donna illetterata, ha accettato di essere parte di quei piccoli a cui Dio ha rivelato i segreti del suo cuore. Quando un cuore è abitato dall’amore, è infiammato dalla carità di Dio, dal fuoco dello Spirito, allora può penetrare le vie della vera sapienza, la sapienza che si rivela nella stoltezza e nella debolezza della croce di Cristo, la fonte di ogni contemplazione.

Caterina, assieme ai tanti piccoli che ci aiutano a vivere la radicalità dell’evangelo, può unirsi alla lode di Cristo: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza» (11,25-26). In una sua preghiera, Caterina, completamente assorbita dalla benevolenza di Dio, può esclamare: «Con il velo della tua misericordia chiudi e copri l’occhio della tua giustizia, e apri l’occhio della tua pietà. Con il legame della carità, lega te stesso e placa la tua ira».

Signore mio, volgi l’occhio della tua misericordia sopra il popolo tuo e sopra il corpo mistico della santa Chiesa. Noi siamo immagine tua, e tu immagine nostra per l’unione che hai stabilito fra te e l’uomo, velando la divinità eterna con la povera nube dell’umanità corrotta di Adamo. Quale il motivo? Certo l’amore. Per questo amore ineffabile ti prego e ti sollecito a usare misericordia alle tue creature (Preghiera di santa Caterina da Siena).

Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 11, 25-30

In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

L'autore

Padri Dehoniani
Padri Dehoniani

Le riflessioni sulle letture vengono proposte da fr. Adalberto Piovano, monaco benedettino della Comunità Ss. Trinità di Dumenza; fr. Luca Fallica, anch'egli monaco nella medesima comunità; fr. Roberto Pasolini, frate minore cappuccino della Provincia S. Carlo in Lombardia.

Il Centro editoriale dehoniano − della Congregazione dei sacerdoti del Sacro Cuore, noti come dehoniani dal nome del fondatore, p. Leone Dehon − nasce nell'ottobre 1960, e di lì a poco dà vita alle Edizioni Dehoniane Bologna - EDB, che ne costituiscono l'espressione più visibile.
Per contatti: info@commentoalvangelo.it

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