Commento al Vangelo di oggi, 1 Luglio 2019 – Mt 8, 18-22

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Il commento al Vangelo di oggi è a cura dei padri Dehoniani.

XIII settimana del tempo ordinario
I settimana del salterio

Domande

Non va dimenticato che la cosa più importante non sono le risposte, ma le domande. In alcuni casi, soprattutto nella formazione    dei giovani, la cosa più difficile da conoscere e da formulare non sono le risposte, che si possono anche ripetere meccanicamente o  cercare  agevolmente  ormai  sul  proprio  smartphone.

Ciò  che  fa la  differenza  e  permette  una  conoscenza  reale  del  modo  di  pensare  e  di  essere  delle  persone  che  siamo  e  che  incontriamo  è  la qualità delle nostre domande. Nel vangelo di quest’oggi troviamo dei  presunti  o  potenziali  discepoli  che,  invece  di  porre  al  Signore  delle  domande,  sembrano  inondarlo  con  delle  affermazioni  o delle  concessioni  già  prestabilite.

La  reazione  del  Signore  Gesù è esigente. Per ben due volte, il Signore sembra voler mettere in crisi  i  suoi  interlocutori  per  evitare  che  cadano  nell’illusione  che tutto sia chiaro e scontato. Gesù non accetta di essere informato, ma  chiede  di  essere  realmente  coinvolto  nei  processi  di  decisione,  senza  essere  escluso  dal  lungo  cammino  di  discernimento. Inoltre,  la  sequela  esige  l’urgenza  del  momento  presente,  che rimanda  all’esigenza  di  una  relazione  viva  e  realmente  capace di  mettere  l’altro  al  primo  posto:  «Seguimi,  e  lascia  che  i  morti seppelliscano i loro morti» (Mt 8,22).

Ben diverso è l’atteggiamento di Abramo nella prima lettura di quest’oggi. Il nostro padre nella fede si dimostra capace di porre le  domande  giuste  al  Signore.  Egli  la  fa  con  garbo  e  insistenza, ma  senza  nessuna  forma  di  petulanza:  «Davvero  sterminerai  il giusto  con  l’empio?»  (Gen  18,23).  La  domanda  di  Abramo  è  resa possibile dalla decisione divina di non escludere il suo amico dalle  proprie  decisione  divine:  «Devo  io  tenere  nascosto  ad  Abramo quanto sto per fare […]?» (18,17).

Dopo l’incontro sotto la tenda, lo scambio dei doni e il rinnovo delle promesse, tra Dio e il suo servo  Abramo  si  crea  un’intimità  che  permette  qualunque  domanda senza obbligare a nessuna risposta: «Come ebbe finito di parlare con Abramo, il Signore se ne andò e Abramo ritornò alla sua abitazione»  (18,33).  Il  dialogo  serrato  tra  l’Altissimo  e  Abramo  non toglie a nessuno dei due interlocutori la libertà. Di fatto, il seguito del racconto ci rivela che il Signore ha accolto la provocazione di Abramo.  Sodoma  e  Gomorra  verranno  distrutte,  ma  Lot  e  la  sua famiglia vengono salvati prima che il fuoco cada sulle due città.

Il  Signore  Gesù  cerca  di  aiutare  i  suoi  interlocutori  a  non  accontentarsi  di  buone  ed  eroiche  disposizioni  a  una  sequela  che rischia  di  non  essere  capace  di  misurare  fino  in  fondo  il  peso della  sequela.  Lo  scriba  e  il  discepolo  che  si  propongono  al  Maestro  con  morbida  generosità  esprimono  bene  la  sfida  aperta per ognuno di noi. Non basta decidere o desiderare di diventare discepoli,  è  necessario  al  pari  di  Abramo  costruire  la  possibilità di un dialogo sincero senza voler controllare ciò che avviene per se stessi e per gli altri. Bisogna aprirsi a una vera fiducia capace di  assumere  la  provvisorietà  e  la  precarietà:  «Le  volpi  hanno  le loro  tane  e  gli  uccelli  del  cielo  i  loro  nidi,  ma  il  Figlio  dell’uomo non ha dove posare il capo» (Mt 8,20).

Signore Gesù, ogni giorno cerchiamo le risposte giuste per continuare a vivere e a sperare, e talora ci sembra di non riuscire a trovarne. Aiutaci a maturare le domande giuste per instaurare rapporti di fiducia sempre più profondi, a partire dai quali possiamo serenamente accogliere la realtà senza sentircene schiacciati.

Leggi il Vangelo di oggi

Seguimi.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 8, 18-22

In quel tempo, vedendo la folla attorno a sé, Gesù ordinò di passare all’altra riva.

Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: «Maestro, ti seguirò dovunque tu vada». Gli rispose Gesù: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».

E un altro dei suoi discepoli gli disse: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Ma Gesù gli rispose: «Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti».

Parola del Signore

L'autore

Padri Dehoniani
Padri Dehoniani

Le riflessioni sulle letture vengono proposte da fr. Adalberto Piovano, monaco benedettino della Comunità Ss. Trinità di Dumenza; fr. Luca Fallica, anch'egli monaco nella medesima comunità; fr. Roberto Pasolini, frate minore cappuccino della Provincia S. Carlo in Lombardia.

Il Centro editoriale dehoniano − della Congregazione dei sacerdoti del Sacro Cuore, noti come dehoniani dal nome del fondatore, p. Leone Dehon − nasce nell'ottobre 1960, e di lì a poco dà vita alle Edizioni Dehoniane Bologna - EDB, che ne costituiscono l'espressione più visibile.
Per contatti: info@commentoalvangelo.it

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