Commento al Vangelo di oggi, 10 Giugno 2019 – Gv 19, 25-34

C

Il commento al Vangelo di oggi è a cura dei padri Dehoniani.

B.V. Maria Madre della Chiesa (memoria)

X settimana del tempo ordinario – II settimana del salterio

Il filo rosso

Per disposizione di papa Francesco la memoria della beata vergine Maria madre della Chiesa viene, a partire dall’anno scorso, celebrata all’indomani della solennità della Pentecoste. Questo titolo fu voluto da papa Paolo VI alla fine del concilio Vaticano

II.1Nel  tempo  del  ministero  petrino  come  vescovo  di  Roma  di papa Francesco, alcune decisioni riguardo alla liturgia sono assai significative. La memoria di san Giuseppe, sposo di Maria in tutte le  preghiere  eucaristiche; l’elevazione  del  grado  della  festa  di santa Maria Maddalena con il titolo di «apostola degli apostoli»; il  superamento  della  restrizione  del  rito della lavanda  dei  piedi che  escludeva  le  donne;  infine,  questa  memoria mariana  all’indomani  della  Pentecoste.  Se  volessimo  rintracciare  il  filo rosso di  queste  scelte  liturgiche  che  esprimono  e,  al  contempo, richiedono un incremento di intelligenza spirituale, potremmo dire che si tratta del filo scarlatto della tenerezza come motore della vita, e  quindi anche  di  una  sana  spiritualità.  Proprio  la  Madre  di  Dio, che  spesso  è stata  –  e  purtroppo  continua  a  essere  –  icona  di una  spiritualità disincarnata  e  angelicata,  diventa  il  modello  di una  discepolanza  del vangelo  fatta  di  carne,  di  sangue,  di  vita… di amore concreto e ardente.

La  prima  lettura  di  questa  memoria  ci  porta  lontano  e  ci  ricorda che la nostra umanità non è solo il frutto della creazione, ma anche il segno di una partecipazione della nostra umanità all’opera continua della creazione quale tappa ineludibile di ogni cammino di  santità.  All’aurora  della  storia, Eva  viene  acclamata  «madre  di tutti i viventi» (Gen 3,20).

Prima di richiedere per se stesso il titolo di padre o per il Creatore, Adamo riconosce meravigliosamente questo  titolo  alla  donna  con  cui  è  chiamato,  persino  dopo  aver sperimentato  il  dramma  del  peccato,  a  trasmettere  il  dono  della vita.  Dall’alto  della  croce,  il  nuovo  Adamo,  Cristo  Signore,  come testamento  di  tenerezza  non  fa  altro  che  donare  al  discepolo amato  una  presenza  che  assicuri  la  continuità  della  relazione  e dell’amore:  «Ecco  tua  madre».  La  reazione  del  discepolo  amato diventa  il  modello  della  vocazione  della  Chiesa:  «l’accolse  con sé»  (Gv  19,27).  Come  ci  ricordano  gli  Atti  degli  apostoli,  il  ruolo di  Maria  come  quello  di  ogni  madre  è  di  tenere  «insieme»  gli apostoli  con  gli  altri  discepoli  e  discepole  (cf.  At  1,14)  per  creare uno  spazio  di  vita  aperto  a  tutti  e  in  cui  tutti  sono  benvenuti  e benvoluti.

In un racconto, così si commenta l’icona dell’annunciazione del Signore, in cui è chiaramente visibile il filo tessuto dalle mani operose di Maria: «“Secondo voi, perché Maria ha un gomitolo in mano?”. Dopo un po’ di silenzio, aveva risposto il monaco: “Il gomitolo fa vedere che questa donna, questa santa donna, la Vergine, sta tessendo la carne del Verbo di Dio, a quel Verbo che fu sin dal principio e per mezzo del quale tutto è stato creato”».

2 Venerando  e  invocando  Maria  come  Madre  della  Chiesa,  vogliamo continuare  come  lei  e  con  lei  a  filare  quel  filo  rosso  con  cui vogliamo tessere ogni giorno la tunica di un’umanità sempre più tenera e pacificata, per la gioia di tutti gli uomini e le donne che attendono la loro consolazione anche attraverso di noi.

Signore Gesù, dall’alto della croce ci hai donato Maria come madre, perché non dimentichiamo mai che tu sei la nostra unica vera Madre che ci rigenera ogni giorno alla vita vera. Donaci di essere figli e di imparare ogni giorno a essere fratelli.

1Paolo VI, a conclusione della terza sessione del concilio Vaticano II (21 novembre 1964).

2M. Y. ruPnik, I racconti di Boguljub. L’amore rimane, Lipa, Roma 2006, p. 17.

Leggi il Vangelo di oggi

Ecco tuo figlio! Ecco tua madre!

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 19, 25-34

In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.

Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.

Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.

Parola del Signore

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