Commento al Vangelo di oggi, 2 Luglio 2019 – Mt 8, 23-27

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Il commento al Vangelo di oggi è a cura dei padri Dehoniani.

XIII settimana del tempo ordinario
I settimana del salterio

Sconvolti

Al cuore del vangelo troviamo una parola che parla direttamente al nostro cuore: «grande sconvolgimento» (Mt 8,24). Nel momento  della  tempesta  che  si  leva  sul  lago  di  Tiberiade,  Matteo  usa lo stesso termine che ritroveremo nel momento della risurrezione davanti  al  sepolcro  che  cerca  inutilmente  di  imprigionare  la  vita.

Come nel sepolcro, così sulla barca in preda alle onde, il Signore Gesù dorme in una tranquillità che rende ancora più sconvolgente il contrasto tra la paura dei discepoli e la quiete imperturbabile del  Maestro.  Ciò  che  avviene  in  mezzo  al  lago  va  letto  in  continuità  con  quanto  è  appena  successo  a  riva.

Infatti,  non  ci  viene detto nulla della reazione alle dure parole di Gesù sulla necessità della  sequela  né  da  parte  dello  «scriba»  né  del  discepolo,  ma semplicemente che salito «sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva» (8,23-24).

Se  siamo  discepoli  del  Signore,  non  potremo  che  lasciarci  alle spalle  tutte  le  nostre  «tane»  e  i  molteplici  «nidi»  (cf.  8,20).  Di queste  protezioni  siamo  chiamati  a  imparare  a  fare  a  meno,  per trovare  il  nostro  riposo  e  la  nostra  sicurezza  nella  risoluzione sempre  rinnovata  di  «passare  all’altra  riva»  (8,18).

Evidentemente  i  discepoli  sono  turbati  dalle  parole  del  Maestro  e  ne  sono intimamente  sconvolti,  perché  il  Signore  non  si  accontenta  di essere un taumaturgo di successo, della cui popolarità i discepoli possano in certo modo godere a loro volta. Si presenta con delle esigenze  che  portano  oltre  le  proprie  aspettative,  richiedendo un’attitudine radicale alla trascendenza più che alla sistemazione rassicurante.

È  ciò  che  viene  chiesto  a  Lot  per  poter  scampare alla  distruzione  di  Sodoma  e  Gomorra:  «Non  guardare  indietro  e non fermarti dentro la valle: fuggi sulle montagne, per non essere travolto!» (Gen 19,17). Non è facile non voltarsi indietro, e sembra proprio che la moglie di Lot non ce la faccia a lasciare che il mondo cui era abituata scompaia dietro le sue spalle senza rimpianto. Forse  la  forte  reazione  del  Signore  Gesù  ha  risvegliato  nel  cuore di  tutti  i  discepoli  quel  senso  di  timore  di  perdere  le  proprie  sicurezze, che li fa sprofondare in un’agitazione con cui vorrebbero contaminare  il  loro  Maestro:  «Salvaci,  Signore,  siamo  perduti!» (Mt  8,25).

 Il  Signore,  da  esperto  medico  delle  anime,  risponde dando  un  nome  preciso  alla  malattia  da  cui  provengono  tutti  i disagi,  e  lo  fa  con  una  domanda  chiara  e  percuotente:  «Perché avete  paura,  gente  di  poca  fede?»  (8,26).  Una  domanda  rimane sempre aperta: «La paura genera la poca fede o la poca fede genera la paura?». A questa domanda fondamentale non è bene rispondere troppo in fretta, ma prendiamo il tempo di guardare     in modo onesto nel nostro cuore. Per trovare una risposa il primo passo è riconoscere con semplicità che cosa ci fa male, che cosa ci spaventa, che cosa temiamo di perdere…!

Signore Gesù, continua a dormire, ti preghiamo, e facci entrare in quel riposo e in quell’abbandono con cui ti lasciasti andare tra le braccia del Padre nel momento della tua serena e gloriosa passione. Ti ringraziamo perché tu ti lasci destare dalla nostra indomabile angoscia, ti preghiamo di donarci la tua pace che cavalca le onde con una dolcezza che rasserena e riposa.

Leggi il Vangelo di oggi

Si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 8, 23-27

In quel tempo, salito Gesù sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva.

Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca fede?». Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.

Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?».

Parola del Signore

L'autore

Padri Dehoniani
Padri Dehoniani

Le riflessioni sulle letture vengono proposte da fr. Adalberto Piovano, monaco benedettino della Comunità Ss. Trinità di Dumenza; fr. Luca Fallica, anch'egli monaco nella medesima comunità; fr. Roberto Pasolini, frate minore cappuccino della Provincia S. Carlo in Lombardia.

Il Centro editoriale dehoniano − della Congregazione dei sacerdoti del Sacro Cuore, noti come dehoniani dal nome del fondatore, p. Leone Dehon − nasce nell'ottobre 1960, e di lì a poco dà vita alle Edizioni Dehoniane Bologna - EDB, che ne costituiscono l'espressione più visibile.
Per contatti: info@commentoalvangelo.it

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