Commento al Vangelo di oggi, 22 Luglio 2019 – Gv 20,1-2.11-18

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Il commento al Vangelo di oggi è a cura dei padri Dehoniani.

S. Maria Maddalena (festa)
XVI settimana del tempo ordinario
III Settimana del Salterio

Convertire l’amore

«È  difficile  per  l’anima  umana  non  amare  –  scrive  san  Girolamo in  una  lettera  –  ed  è  inevitabile  che  la  nostra  mente  sia  attratta verso  qualche  passione.  L’amore  carnale  si  vince  con  l’amore spirituale;  un  desiderio  si  estingue  con  un  altro  desiderio.  Quel che  diminuisce  da  una  parte,  cresce  dall’altra.  Anzi,  sforzati  di ripetere  sempre:  “Sul  mio  letto,  lungo  la  notte,  ho  cercato  l’amore dell’anima mia” (Ct 3,1)».

Queste parole di san Girolamo ci possono  aiutare  a  comprendere  in  profondità  che  cosa  può  aver significato,  nella  vita  di  Maria  di  Magdala,  l’incontro  con  Cristo. La  realtà  dell’amore  umano,  di  quella  forza  passionale  che  abita in noi e che ci attrae verso qualcuno o qualcosa, può trasformarsi in un’autentica esperienza spirituale, in un incontro che trasfigura la  nostra  esistenza,  che  orienta  il  nostro  desiderio  a  un  amore «altro», l’amore di Cristo.

L’autentica conversione che dà qualità al nostro amore non passa attraverso una sorta di spiritualizzazione dei nostri sentimenti, una negazione di quell’affettività che umanizza ogni nostro gesto o parola. Il passaggio da operare è quello di affidare alla carità di Cristo (l’agape) quell’amore umano fatto di desideri e di passione (l’eros), affinché sia trasfigurato e diventi una forza che orienta a Dio tutta la nostra vita.

È  stata  questa  la  vera  conversione  di  Maria  di  Magdala.  La  sua vita,  nell’incontro  con  Cristo,  è  stata  liberata  dalla  schiavitù  del peccato,  e  da  salvata  questa  donna  ha  intrapreso  un  cammino di  sequela  che  è  stato  caratterizzato  da  una  continua  e  appassionata  ricerca  del  volto  di  colui  che  aveva  acceso  nel  suo  cuore un  autentico  desiderio  di  amore.  La  vera  conversione  di  Maria  di Magdala non è anzitutto morale: il luogo del cambiamento, della trasformazione  è  il  desiderio,  è  lo  sguardo  interiore  che  deve  lasciarsi  trasfigurare  dall’amore  di  Cristo.  E  questa  conversione  ha accompagnato  tutto  il  cammino  di  Maria  di  Magdala.  Lo  si  vede molto  bene  nel  modo  in  cui  si  pone  alla  ricerca  di  Cristo,  dopo l’esperienza della crocifissione e della morte del suo Maestro. Maria di Magdala è la prima che si avvicina al sepolcro «quando era ancora  buio»  (Gv  20,1).

È  la  prima  che  ha  il  coraggio  di  lasciarsi provocare da una realtà che conserva ancora tutta la dimensione dell’assurdo  e  dello  scandalo.  Maria  è  stata  ai  piedi  della  croce; ha  resistito  di  fronte  allo  spettacolo  della  croce,  ha  sopportato  il silenzio della morte. È ancora buio attorno a lei: c’è ancora paura e angoscia, fallimento e incomprensione. È ancora buio dentro di lei: c’è solitudine e smarrimento. Il suo amore per Cristo è autentico, ma è ancora catturato dal passato; deve fare un salto di qualità, deve lasciarsi trasformare da una luce totalmente nuova, da un volto di Cristo non ancora sperimentato. Per ora la sua esperienza è simile a quella della sposa del Cantico: «Voglio cercare l’amore dell’anima mia. L’ho cercato, ma non l’ho trovato» (Ct 3,2). Tuttavia Maria ha un desiderio: cercare il suo Maestro.

E chi cerca ama. E  anche  se  il  suo  amore  deve  maturare  nell’incontro  con  questo volto inatteso e nuovo, diverso da quello che lei vorrebbe vedere e  trattenere,  tuttavia  è  vero  amore:  si  sente  coinvolta  completamente da esso, sente che la sua vita è vuota senza la presenza di Cristo. Su questo desiderio appassionato si opera la conversione, il salto di qualità. «Gesù le disse: “Maria!”. Ella si voltò e gli disse in  ebraico:  “Rabbunì!”»  (Gv  20,16).  Solo  quando  Maria  si  sente chiamata per nome da quella voce inconfondibile che ha la forza di  penetrare  nelle  profondità  del  suo  cuore,  allora  può  voltarsi (ecco  la  conversione)  e  posare  il  suo  sguardo  su  quel  volto  a lungo cercato e amato. Ma d’ora in poi il suo amore sarà diverso, perché custodito nell’amore stesso di Cristo.

Da questo inaspettato e sconvolgente incontro con il Risorto prende avvio una nuova vita.  Come  ci  ricorda  l’apostolo  Paolo,  ora  «non  guardiamo  più nessuno alla maniera umana; se anche abbiamo conosciuto Cristo alla  maniera  umana,  ora  non  lo  conosciamo  più  così.  Tanto  che, se  uno  è  in  Cristo,  è  una  nuova  creatura;  le  cose  vecchie  sono passate; ecco, ne sono nate di nuove» (2Cor 5,16-17).

Signore Gesù, tu hai chiamato per nome Maria di Magdala e lei   si è sentita conosciuta da te e avvolta dal tuo amore. Con passione ti ha cercato, tra le lacrime e nel desiderio di vedere il tuo volto ti ha invocato. Infondi in noi lo stesso amore per te, fa’ sgorgare dal nostro cuore le lacrime della compunzione e donaci la gioia di sentirci chiamati per nome.

Leggi il Vangelo di oggi

Ho visto il Signore e mi ha detto queste cose.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 20,1-2.11-18

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

Parola del Signore.

L'autore

Padri Dehoniani
Padri Dehoniani

Le riflessioni sulle letture vengono proposte da fr. Adalberto Piovano, monaco benedettino della Comunità Ss. Trinità di Dumenza; fr. Luca Fallica, anch'egli monaco nella medesima comunità; fr. Roberto Pasolini, frate minore cappuccino della Provincia S. Carlo in Lombardia.

Il Centro editoriale dehoniano − della Congregazione dei sacerdoti del Sacro Cuore, noti come dehoniani dal nome del fondatore, p. Leone Dehon − nasce nell'ottobre 1960, e di lì a poco dà vita alle Edizioni Dehoniane Bologna - EDB, che ne costituiscono l'espressione più visibile.
Per contatti: info@commentoalvangelo.it

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