F. Morello – Commento al Vangelo del 17 Settembre 2022

F

Il Vangelo di oggi è di una chiarezza lampante che non ha bisogno di alcuna riflessione.

Il migliore esercizio è leggerlo e rileggerlo in quanto si scopre sempre, tra le sue pieghe, qualche nuovo dettaglio chiarificatore.

Il dettaglio che ha colpito me è stato quello del “ cammino progressivo “ che si scorge in tutti quei             “ semi “, paragonabile al cammino a cui ciascuno di noi è chiamato.

La strada

Sono coloro che iniziano il cammino. 

Ascoltano la Parola ma, essendo neofiti, il diavolo facilmente riesce ad aver presa su di loro e a indurli a non farla sedimentare.

La pietra

Sono coloro che hanno superato il primo step, sono “ piantine che germogliano “ e, quindi, ancora  “ prive di radici “.

Accade cosi’ che “ credono per un certo tempo “ ma, al primo problema, vengono meno.

Sono “ cristiani bambini “, coloro i quali scambiano la fede per qualcosa di magico, per un’assicurazione.

Appena arriva un problema, non essendo radicati in Cristo, subito smettono di camminare.

I rovi

Sono i cristiani che hanno fatto un ulteriore step, hanno compreso che Dio non è il loro assicuratore ma colui il quale li “ accompagna “ nell’attraversamento delle difficoltà.

Il loro problema è che sono ancora troppo attratti dal mondo, che “ li soffoca “ con le sue preoccupazioni e le sue seduzioni.

Al bivio del cammino, non essendo ancora giunti a maturazione, scelgono “ la via larga “, la via che sembra piu’ comoda, quella del mondo, e si perdono…. ad un passo dalla scelta decisiva.

Il terreno buono

E’ la tappa finale del cammino.

Sono coloro i quali “ sono arrivati a piena maturazione “, sono, cioè, coloro i quali al bivio sono stati perseveranti ed hanno scelto la strada giusta, quella della sequela di Cristo, che li condurrà alla Salvezza.

A che punto del cammino siamo?

Buona giornata e buona riflessione a tutti.

Dal Vangelo secondo Luca 8,4-15

Il seme caduto sul terreno buono sono coloro che custodiscono la Parola e producono frutto con perseveranza.
In quel tempo, poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono. Un’altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, seccò per mancanza di umidità. Un’altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi, cresciuti insieme con essa, la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
I suoi discepoli lo interrogavano sul significato della parabola. Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinché
vedendo non vedano
e ascoltando non comprendano.
Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che, credendo, siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza.
Parola del Signore.

Fonte: Fabrizio Morello

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