Padre Benedict Vadakkekara – Commento al Vangelo del 1 Novembre 2020

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La solennità di oggi è l’annuncio della gloriosa liberazione finale per tutti gli uomini che hanno amato la giustizia, aiutato i fratelli, cercato Dio. Anticipa il giorno in cui tutti ci incontreremo. È contemplazione di un avvenimento futuro in cui tutti gli uomini sono coinvolti.

La festa odierna è appunto la proclamazione che tutti gli uomini sono chiamati a far parte di questa folla immensa, contemplata dall’apostolo, e quindi anche a partecipare alla santità di Dio: Ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Ogni giorno siamo bombardati da litanie di cronaca nera che sembrano farci dimenticar la litania dei santi. Non deve essere così.

Anche se l’uomo a volte è in preda a schegge impazzite della sua umanità, c’è sempre quel sigillo indelebile della presenza di Dio in ognuno, pronto ad affiorare non appena assecondiamo il suo progetto. Chi sono i santi? Sono quelli che il Vangelo chiama Beati. I poveri, gli afflitti, quelli che piangono, i carcerati: questi sono i santi. E ancora sono i perseguitati, gli esclusi, i condannati a causa della giustizia o a causa del Vangelo, anche se coloro che colpiscono credono così di rendere gloria a Dio.

Quelli che credono senza vedere, quelli che cercano Dio e il suo amore per tutta la vita e ovunque: questi sono i santi. La festa di tutti i santi è la festa dei santi anonimi, la festa dei santi non riconosciuti e non proclamati dagli uomini ma conosciuti solo da Dio. I santi di oggi sono quelli nascosti, senza un nome, senza una data, ma ben presenti nella mente di Dio. Per esempio la vedova che aveva messo solo pochi spiccioli nel tesoro del tempio, ed era tutto quello che possedeva.

Quante persone attorno a noi vivono quotidianamente in santità con parole e gesti concreti, con scelte di dono e di amore; forse manca a noi, corrotti dai mass media, la capacità di cogliere le cose belle, i segni di questa santità. Questi sono le persone che nella visione dell’Apocalisse formavano quell’immensa folla che nessuno poteva contare.

Diviene così la festa dei santi che non sanno e non avrebbero mai preteso di esserlo, ma la cui santità è invece ben nota a Dio. Tutti costoro sono santi perché toccati dal sangue dell’Agnello, perché usciti da una grande tribola-zione, essi stessi forse agnelli come Gesù, i quali senza volerlo hanno salvato i propri fratelli. Sono santi senza volerlo e senza saperlo, ma per loro ben lo sa e lo vuole lo stesso Signore.

Così oggi è la festa di tutti, e può essere a buon diritto anche la festa di noi, per quella parte della nostra esistenza che si è lasciata coinvolgere nel cammino d’amore di Dio. Amen.

L'autore

CaV

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