Rito Ambrosiano – Commento al Vangelo di domenica 20 Luglio 2025 – don Walter Magni

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VI DOMENICA DOPO PENTECOSTE

20 Luglio 2025 Anno CRito Ambrosiano

Ascoltate oggi la voce del Signore

Giovanni 19,30-35 – In quel tempo. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato  il capo, consegnò lo spirito. Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero  sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che  fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe  all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era  già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito  ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che  dice il vero, perché anche voi crediate. (Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: Non  gli sarà spezzato alcun osso. E un altro passo della Scrittura dice ancora: Volgeranno lo sguardo a  colui che hanno trafitto). 

Fratelli, sorelle.

Ci sono due parole che risuonano con una particolare intensità nella liturgia di questa domenica (IV dopo Pentecoste, 20 luglio 2025): la parola alleanza sposata alla parola sangue. E a riguardo della connessione, dell’intreccio profondo che intercorre tra alleanza e sangue ci sarebbe molto da riflettere, da interrogarsi, per non essere irretiti da certi equivoci e da alcuni fraintendimenti.

“Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto”

E già ci viene in aiuto in questo senso lo squarcio sulla morte di Gesù così come la racconta Giovanni. Anche se al finale del brano liturgico sono stati tolti due versetti che invece merita ricordare: “Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: ‘Non gli sarà spezzato alcun osso’. E un altro passo della Scrittura dice ancora: ‘Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto’”. Ecco appunto questa nota preziosa: “volgeranno lo sguardo”. Perché la questione è tutta qui: nel saper volgere uno sguardo giusto a Gesù Crocifisso che, particolare importante: “dopo aver preso l’aceto, disse: ‘È compiuto!’. E, chinato il capo, consegnò lo spirito”. Cioè: è così che tutto si compie, che tutto è compiuto.

E mentre anche noi fissiamo lo sguardo su Lui Crocifisso, gli occhi cominciano a vedere! E viene alla mente un passo che sta agli inizi del Vangelo di Luca. Quando Maria e Giuseppe portano al tempio il bambino Gesù e il vecchio Simeone, guidato dallo Spirito, scovata quella giovane coppia tra tanta gente che passava, prende in braccio il Bambino e canta: “Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele” (Lc 2, 29-31).

Sì, proprio “i miei occhi hanno visto”. Come dicesse: ora vedo come stanno le cose, cos’è la salvezza. E anche noi, siamo stati convocati in questa assemblea per stare sotto la Sua croce: per accorgerci in cosa consiste la salvezza, l’alleanza che ci è venuto a proporre, a regalare!

“Io concluderò un’alleanza nuova”

E già si diceva della parola alleanza che può essere fraintesa, sino a diventare divisiva. E ancora così oggi l’intendiamo: come un allearsi, un essere alleati contro qualcuno, consapevoli che spesso poi l’esito è spargimento di sangue. E diventa comprensibile un certo disagio, sentendo raccontare dell’alleanza biblica antica, fatta di spargimenti di sangue, di sacrifici di animali, di catini e di aspersioni col sangue.

E che proprio questo significava che Dio e il suo popolo diventavano alleati, uniti intimamente dallo stesso sangue. Poi però, in altre pagine della Scrittura, è lo stesso Dio che chiede di non essere più placato dal sangue, e ci parla di un’alleanza nuova. Come ricorda la Lettera agli Ebrei che cita Geremia (31,33-34): “Questa sarà l’alleanza che concluderò con la casa d’Israele dopo quei giorni – oracolo del Signore -: porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo.”

Ecco l’alleanza nuova che Dio ha predisposto per noi: le braccia di Gesù allargate sulla croce come consegna disarmata e quel fluire di sangue ed acqua dal Suo costato trafitto. Sangue che non è morte perché misto ad acqua che è vita. Un Dio che non chiede più sangue, ma che Si consegna dissanguandoSi per noi, gridando: “‘È compiuto!’. E, chinato il capo, consegnò lo spirito”.

“La nuova alleanza nel mio sangue”

E non c’è bisogno che uno istruisca l’altro. Tutti possono capire che la nuova alleanza sta tutta in questa passione di Dio per tutti gli uomini e le donne del nostro mondo. Passione che proprio in Gesù si è pienamente svelata. Alleanza non declinata da leggi; dettata non da un amore che depreda l’altro, ma all’altro si consegna totalmente.

E Gesù ha passato tutta la Sua vita a consegnarSi, contestando la deriva della Sua stessa religione, ridotta a una forma di alleanza sacrificale senza più spirito, senz’anima. E può accadere anche tra noi di attenersi rigidamente alla legge, senza un minimo d’amore, togliendo all’altro l’aria, il respiro.

E il cuore invece torna all’ultima cena di Gesù, quando “preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: ‘Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me’. Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: ‘Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi’” (22,19-20).

Ed è il Suo corpo che è dato a noi ed è il Suo sangue che per noi è versato. E come non commuoversi quando, incamminandoci per ricevere la comunione, quel Suo corpo ti Si consegna tutto nelle mani? Pane consacrato come segno della Sua alleanza con te, con noi, con il mondo intero!

E noi a chiederGli di continuare ad insegnarci come ci si consegna al mondo. Come quando ci capita di dire a qualcuno: “Di quella, di quello ti puoi ancora fidare. È gente generosa della quale ti puoi fidare!”. Come Gesù, che consegnandoSi, ha definito per sempre la vera e definitiva alleanza tra gli uomini e Dio.  

don Walter Magni