Rito Ambrosiano – Commento al Vangelo di domenica 21 Febbraio 2021

R

DOMENICA ALL’INIZIO DI QUARESIMA

Anno B – Prima domenica di Quaresima – Rito Ambrosiano (21 febbraio 2021)

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore

LETTURA Isaia 57, 15–58, 4a. Non digiunate tra litigi e alterchi SALMO 50 (51) Pietà di me, o Dio, nel tuo amore.

EPISTOLA, 2 Corinzi 4,16b–5,9. Se il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore si rinnova di giorno in giorno
VANGELO Lettura di Matteo 4,1-11. Gesù tentato nel deserto – In quel tempo. Il Signore 1Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. 2Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. 3Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei il Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». 4Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».5Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio 6e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini al tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra». 7Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo». 8Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria 9e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». 10Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto». 11Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Fratelli, sorelle,

inizia la Quaresima e la liturgia proclama il Vangelo delle tentazioni di Gesù (domenica all’inizio di Quaresima, 21 febbraio 2021). Come stessimo cercando ancora un faro nel buio della notte, capace di illuminare il nostro cammino, sempre un po’ lento e affaticato. Così pregava il card. Newman: “Guidami tu, luce gentile, in mezzo alle tenebre: guidami tu. Buia è la notte e la mia casa è lontana: guidami tu. Dirigi tu il mio cammino” (John Henry Newman).

Nel deserto

È come se in un angolo sperduto del nostro cuore, spuntasse un desiderio forte di verità, di autenticità. Un bisogno di tornare all’essenziale, distinguendo ciò che conta da ciò che non dura. Anche gli ebrei, dopo che si erano stabiliti nella terra d’Israele, avevano sperimentato una profonda nostalgia per i quarant’anni passati nel deserto. Col passare degli anni s’erano accorti che, passando dalla vita nomade nel deserto a quella più stanziale e sedentaria, avevano ceduto al luccichio delle cose, all’abbaglio del successo e alla sete di potere. Come fossero ritornati ai tempi della sottomissione in Egitto, in balia di nuove forme di schiavitù e di povertà morali. Così ogni anno, in occasione della festa delle Capanne (Sukkoth), ancora oggi gli ebrei costruiscono una tenda accanto alla loro casa e per qualche giorno riassaporano l’emozione di vivere in una tenda, sotto le stelle. Come fossero ancora nel deserto, in cammino verso la terra promessa, in una condizione di maggiore scioltezza e di libertà ritrovata. Così Gesù rivive a Suo modo l’esperienza d’essere pure Lui “condotto dallo Spirito nel deserto”. Come se prima d’ogni relazione, di qualsiasi esperienza che direziona l’esistenza, conti sperimentare questo spaesamento del deserto. L’orizzonte vasto della coscienza; l’ebbrezza della libertà che obbliga a guardarti dentro, per ritrovare in te una misura nuova. Mentre riaffiorano fragilità e fatiche che puoi affrontare solo se rischi e ti affidi. “Ciò che rende bello il deserto è che da qualche parte vi è nascosto un pozzo” (A. de Saint Exupéry)

Delle tentazioni

E di Gesù si dice propriamente che si reca “nel deserto per essere tentato dal diavolo”. E Satana è il tentatore che non dà tregua con le sue provocazioni. Così che, guardando a quanto Gesù stesso ha subito, anche a noi è dato di comprendere meglio quali sono le nostre tentazioni più vere e più profonde. Quelle con le quali merita misurarsi. Le tentazioni alle quali Gesù è stato sottoposto non sono quelle che facilmente hanno ossessionato a lungo un certo moralismo cristiano. Tutti coloro che sentendo la parola ‘tentazioni’ erano subito portati a pensare a questioni di sesso o a qualche affetto disordinato. Le tentazioni per il Vangelo sono ben altre. E il fatto che anche Gesù sperimenti la possibilità di deviare dalla verità e dalla giustizia, anche questo ci sconcerta molto, ci sconcerta ancora. Che anche Lui sia stato provato dalla tentazione di fare miracoli a buon mercato per autocompiacimento; o sia stato attratto dal mito del successo facile che costa poco o dall’illusione del potere e del possesso senza alcun ritegno. Tutto questo ci fa pensare e ci interroga ancora. Che Gesù l’abbia subito senza fingere, senza che fosse un gioco. Provando pure Lui l’urgenza di dover scegliere, prendere una decisione per ritrovare la giusta direzione, restando libero e fedele. Se anche tu non riuscissi a osservare i Suoi comandamenti non sentirti perso, ti prego. Non cadere nella trappola di un volontarismo inconcludente. Ricorda, piuttosto, che più in basso della tua vergogna, al fondo di ogni tua caduta, Lui c’è sempre, c’è ancora e non ti lascia solo.

Smascherando satana con la Parola

Perché la solitudine oggi è diventata una malattia, che sembra andare di pari passo col deserto dal quale cerchiamo di scappare, mentre sullo sfondo incombe subito ancora qualche altra tentazione. Ha creato scalpore la notizia che qualche governo abbia deciso di istituire un ministero per la solitudine, per affrontare la sfida di questa triste realtà che oggi colpisce tanta gente. E sono anziani rimasti soli. E sono quelli che hanno perso la presenza di un amore e non hanno più nessuno con cui parlare e poter condividere un contatto, un abbraccio, una parola buona. Una sfida che in vari modi ci tocca e non dà scampo. Scriveva Quasimodo: “Ognuno sta solo sul cuor della terra / trafitto da un raggio di sole: / ed è subito sera”. E il Tentatore, conoscendo questa umana condizione, vi si insinua senza misericordia per nessuno. Come ha fatto con Gesù, nell’intento perverso di rompere quella Sua relazione vitale col Padre Suo. Come volesse precipitare nella solitudine la fonte stessa dell’amore, la radice della nostra speranza. Giocando a distorcere la Parola, le Sue parole. S’avvia, dunque, anche la nostra Quaresima: semplicemente guardiamo a Gesù. “Cenere in testa e acqua sui piedi, una strada, apparentemente, poco meno di due metri. Ma, in verità, molto più lunga e faticosa. Perché si tratta di partire dalla propria testa per arrivare ai piedi degli altri. A percorrerla non bastano i quaranta giorni che vanno dal mercoledì delle ceneri al giovedì santo. Occorre tutta una vita, di cui il tempo quaresimale vuole essere la riduzione in scala”. (d. Tonino Bello)

don Walter Magni

L'autore

Walter Magni
Walter Magni

Top