Rito Ambrosiano – Commento al Vangelo di domenica 4 Settembre 2022 – don Walter Magni

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PRIMA DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE

Anno C – Rito Ambrosiano – 4 settembre 2022

Convertici a te, Dio, nostra salvezza

Lettura del Vangelo secondo Matteo 4, 12-17 – In quel tempo. Quando il Signore Gesù seppe che  Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao,  sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto  per mezzo del profeta Isaia: / «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, / sulla via del mare, oltre il  Giordano, / Galilea delle genti! / Il popolo che abitava nelle tenebre / vide una grande luce, / per  quelli che abitavano in regione e ombra di morte / una luce è sorta». / Da allora Gesù cominciò a  predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».

Fratelli, sorelle,  

l’episodio evangelico della Prima domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore (4  settembre 2022) annota che appena Gesù fu informato dell’arresto di Giovanni Battista subito si ritirò nella Galilea e da lì “cominciò a predicare e a dire: ‘Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino’”,  mentre il ritornello del Salmo responsoriale ci ha fatto ripetere: Convertici a te, Dio, nostra salvezza.  

Gesù in Galilea 

Alla notizia che Giovanni Battista era stato incarcerato a causa della sua predicazione Gesù sentì l’esigenza di fermarsi e riflettere. Mentre Giovanni aveva fatto del deserto di Giuda il suo pulpito,  Gesù cominciò a guardare alla Galilea, la Galilea delle genti, dei gentili, abitata da pagani mischiati con la popolazione ebraica. Anzi, l’evangelista Matteo segnala anche una sorta di avvicendamento di  città della Galilea, quasi un rinnovo di strategia da parte di Gesù tenendo conto di alcune città  galilaiche. Decise pertanto di lasciare Nazaret, il paese che l’aveva visto crescere e diventare adulto,  tanto che ormai lo chiamavano il Nazareno, e di spostare la Sua sede di annuncio a Cafarnao.

Un  villaggio certamente più movimentato, dove transitavano carovane di mercanti ed era fiorente il  mercato essendo adagiato sulle rive del lago di Genezaret. Un villaggio di periferia, luogo di scambi  e di meticciato, diremmo noi oggi. Una vera e propria zona di confine, abitata da una commistione di  ebrei ortodossi e di pagani dediti all’idolatria. E la scelta di Gesù di far partire da Cafarnao la Sua  predicazione ci potrebbe far pensare. Noi che tendenzialmente anche dal punto di vista delle fede  saremmo portati a scegliere situazioni meno complicate e più accomodanti.

Si, proprio noi, che  appena tornati da un po’ di vacanza vorremmo semplicemente ritrovare le nostre abitudini e certe  sicurezze. E guarda caso, mentre il mondo comunque cambia freneticamente e lo sappiamo, andando  a messa lo vediamo che c’è meno gente. Anzi, vuoi vedere che anche il parroco è cambiato?  

Seguire Gesù in ricerca 

La prima lettura, presa dal profeta Isaia si conclude con questa affermazione: “così dice il Signore  Dio, il Santo d’Israele: ‘Nella conversione e nella calma sta la vostra salvezza, / nell’abbandono  confidente sta la vostra forza’”. E – lo si annotava all’inizio – al ritornello del salmo abbiamo ripetuto  più volte: Convertici a te, Dio, nostra salvezza. Cosa significa convertirsi al Signore, tenendo conto  del fatto che anche Gesù Si è dovuto convertire a un nuovo stile di predicazione?

Quando si usa il  termine Conversione è opportuno rendersi conto che in agguato c’è come un duplice fraintendimento  Il primo intende la conversione come un passaggio dalla non credenza alla credenza, dall’ateismo a una espressione religiosa; il secondo equivoco ci porterebbe a ritenere che la conversione è un’azione  che avviene una volta per sempre, in modo definitivo. Ma se anche solo ci dovessimo rifare a  Giovanni Battista non è difficile accorgersi che lui stesso, poco prima di morire, si rese conto che  doveva sempre più decisamente guardare a Gesù, convertirsi decisamente e definitivamente a Lui e  a Lui soltanto.

Non si tratta, infatti, di convertirci a qualcosa o genericamente alle idee di qualcuno,  ma di convertirci continuamente a Gesù che, in certi momenti della Sua vita Si arresta e cambia  persino strategia pur di rendere più efficace e convincente il Suo Vangelo. Ed è interessante notare  che poco più avanti Gesù comincerà dalle rive del lago di Cafarnao ad andare alla ricerca dei Suoi  più stretti collaboratori, i suoi primi discepoli.  

“Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino” 

Se, dunque, ci rimettiamo dietro di Lui seguendo tracce che ci potrebbero portare là dove non  avremmo immaginato, daremo certamente attualità alla bellissima profezia di Isaia che Matteo cita:  “Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, / sulla via del mare, oltre il Giordano, / Galilea delle genti! / Il  popolo che abitava nelle tenebre / vide una grande luce, / per quelli che abitavano in regione e ombra  di morte / una luce è sorta”. Non si riesce propriamente a definire i contorni di ciò che il popolo  poteva intravedere. Solo si dice di “una grande luce”, di una luce che sorge, sorgiva, che sta per  iniziare, come il sole che appare all’orizzonte e ne cogli subito gli effetti luminosi, ma non lo puoi  fissare con lo sguardo. In forte contrasto con certe staticità ecclesiastiche.

Ci è chiesto di convertirci  a questa luminosità che ci avvolge anche nelle situazioni più impensate e imprevedibili da un punto  di vista pastorale. Come non dovessimo più illuderci del fatto che certe sedute interminabili e una  infinità di riunioni siano la soluzione delle nostre criticità socioculturali ed ecclesiali. E “da allora  Gesù cominciò a predicare e a dire: ‘Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino’”. È Gesù che  ci invita a recuperare scioltezza fisica e agilità mentale. Proviamo, infatti, a immaginarLo mentre  osservava e ascoltava i pescatori di Cafarnao che partivano per la pesca e poi tornavano al tramonto  col loro carico di pesci o con le reti vuote, mentre tra loro cercava di individuare i compagni di viaggio  ai quali avrebbe poi detto: “venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini” (Mt 4,19).

don Walter Magni

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