Commento a Giovanni 19, 33-35

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L’episodio del soldato che trafigge con la lancia il costato di Cristo, dal quale uscì sangue e acqua, è un tema di immenso significato teologico e spirituale. Giovanni solo racconta che un soldato, invece di spezzare le gambe di Gesù, come si fece per gli altri due condannati, gli colpì il fianco e subito ne uscì sangue e acqua.

L’insistenza di Giovanni ci invita a riflettere: quello che egli ha visto non è un semplice fatto accaduto, ma un fatto ricco di significato. Il centurione, testimone presente al Calvario, ha visto, in questo evento, un senso cristologico.

Quel sangue e quell’acqua sono stati una profonda rivelazione. Il significato del sangue non si può spiegare se non alla luce dell’AT. Il sangue nella Bibbia è la sede della vita.

Il sangue che esce dal costato trafitto diventa per i testimoni la rivelazione della vita profonda di Gesù nell’atto di morire.

Commento a cura delle ADORATRICI DEL SANGUE DI CRISTO

Dal Vangelo secondo Giovanni 19, 33-35

33Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, 34ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. 35Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate.

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